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analisi della persona

Sembro più giovane. Lo dicono le donne che di solito sono parche di complimenti, me lo dicono gli uomini che mi trattano alla pari prima di sapere che ho (x) anni più di loro. Lo dicono anche quelli che mi accomunano come sorella alla mia amica Paola (altra donna che non dimostra la sua età) o a Ilaria (che invece di anni ne ha 14 meno di me).
Cosa significa sembrare più giovane?
A volte significa dover arrancare dietro a percorsi che per età mi sono difficili, ostici perfino. A volte significa dimenticare limiti che invece l'età che ho (perché ce l'ho, è inutile camuffarsi dietro a un complimento per quanto ben riuscito) reclama a gran voce.
A volte l'ignoranza dell'età mi permette di non stare in una casella, e mi rende felice.

Quand'è che ho perso di vista i miei modelli? E quando esattamente sono diventata questa persona inscatolata nelle difficoltà quotidiane, che non ha più il gusto delle cose?
Non so esattamente. Ma so cosa voglio fare (e in parte faccio) pe…
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Pensieri di febbraio

In questi giorni rifletto molto. Mi godo mio figlio, e intanto penso, e mi guardo intorno e penso ancora.

Non rilassata come l'uomo di legno sulla panchina, però.

Mia madre è invecchiata, molto e - temo - senza ritorno. Mio padre ha deposto le armi, e se prima era arrabbiato in modo focalizzato e presente, adesso è arrabbiato in modo generico verso la società, i giornalisti che non sanno fare il loro mestiere, i giovani che non hanno più cultura e via discorrendo.

Io - nonostante quel che mi racconto - resisto ancora all'idea di dover prendere in mano il controllo della mia vita. Ogni tanto resto centrata, mi impegno, vivo in modo consapevole. Poi ricado nella paura di prendere il mio posto, e cerco  di non farmi notare mentre mi ritraggo nel mio guscio.

E' mio figlio che mi tira fuori spesso dal mio guscio, con le sue domande. In questi giorni le domande trattano questi temi:
fertilità della specie umanamortenascitamatrimoniodimagrimento e dietaregalicarnevaleciclo della r…

gennaio, primi sguardi

Il 2018 si prospetta l'anno delle letture, quelle vere.
Ho ripreso in mano libri seri, mi ci sono tuffata come fa un bisognoso di acqua dopo mesi e mesi di siccità.
Sto divorando a bocconi decisi La saga dei Cazalet, che avvince e porta poco distante, circa 70 anni indietro o poco meno. E mi piace, mi ci ritrovo, immagino mia nonna e le sue sorelle in un mondo così, oppure Elisabeth Arden (perchè lei? boh), o altre persone che posso aver incontrato in modo letterario nel corso della mia vita... Mi ritrovo a casa, da un lato, e appassionata a una storia ignota, dall'altro.





Ho già letto anche libri nuovi di zecca:
Chesil Beach, di Ian McEwan;
Le tre del mattino, di Gianrico Carofiglio.

Arranco sull'ultima fatica di Marco Malvaldi, che mi pare inconsistente; è scivolato come acqua fresca Arabesque, di Alessia Gazzoli.

E poi mi appassiono. Ecco, potrebbe essere questa la parola giusta per gennaio, passione.
Mi appassiono allo studio dell'inglese, e cerco di focalizzare meg…

Le parole creano mondi

Gratitudine. Per le giornate di festa, a casa, e per le giornate di festa in giro, con il mio bambino, dagli amici nuovi.
Gratitudine. Per la consapevolezza della vita, che ho e che scorre.
Preoccupazione. Per la trascuratezza con cui affronto molte delle cose che mi riguardano direttamente.
Curiosità. E voglia di intraprendere nuove strade sentimentali, ma con poca capacità di riprendere il ritmo.
Osservazione. Di me stessa allo specchio, con gli occhi aperti. Non lo facevo da molto.

Altre parole seguiranno...

un primo riassunto dei mesi

Gennaio è cominciato con Dixit e con il taglio dei capelli, e le onde. Della cena con l'amico del cuore di sempre.  Degli esperimenti di cucina. Del palazzo dei Diamanti e della mostra sull'Ariosto.
Febbraio è stato il mese del colloquio non fatto, iniziato con l'abbordaggio più improbabile. Dei pani. Degli incontri di lavoro faticosi, delle organizzazioni impegnative, delle persone da conoscere e  con le quali misurarsi.
Marzo, il mese del compleanno di mamma. Il mese dell'evento, che ha dato il senso a molto di quel che accadeva. Il mese di Roma, dell'incontro con le amiche, della manicure fatta dal parrucchiere.
Aprile è stato il mese di Alvaro Soler cantato a memoria come un mantra (contigo me desencareno, ahora entra en mi terreno y esta lucha te dedicarè), del Salone del Mobile, della Pasqua strana, dell'anello autoregalato, del 25 aprile in campagna e dei primi sorrisi di primavera.
Maggio è stato La Spezia, e Cattolica, e l'andare in giro. Giugno è …

Quasi sei, o dello scorrere del tempo

Domani Carlo compie 6 anni. Ma ieri era domenica, e abbiamo festeggiato al parco.
Avevo in mente grandi cose, scenografie esteticamente perfette, torte meravigliose. Invece il vento ha imposto scenografie minime, il tempo mi ha fatto declinare su torte da colazione (belle ma non meravigliose), e le grandi cose le ho lasciate a chi è grande per davvero.
Noi abbiamo fatto una 'finta' caccia al tesoro, con vero baule e finte monete d'oro all'interno; abbiamo chiacchierato - noi adulti, mentre i bambini hanno giocato con gusto; abbiamo - adulti e bambini - coinvolto altri bambini che erano lì a giocare e che non hanno perso occasione per venire a chiedere palloncini e merenda e chiacchiere.
Erano tutti maschi - o quasi. Erano tutti bambini. Erano tutti sorridenti, anche nelle foto.
Io direi che questa è stata la cosa più importante.

Qualcuno vuole dei palloncini?

correre correre correre

Se si corre a me sale l'ansia. Se la gente mi sta sul collo anche. Ho bisogno di mettere nero su bianco ma ora non riesco. Questo post è un promemoria degli stati d'animo e della fatica improba che sto facendo per portare avanti tutto e tenere in piedi tutto. e perdo un sacco di pezzi per strada. come fanno le altre???