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Quasi sei, o dello scorrere del tempo

Domani Carlo compie 6 anni. Ma ieri era domenica, e abbiamo festeggiato al parco.
Avevo in mente grandi cose, scenografie esteticamente perfette, torte meravigliose. Invece il vento ha imposto scenografie minime, il tempo mi ha fatto declinare su torte da colazione (belle ma non meravigliose), e le grandi cose le ho lasciate a chi è grande per davvero.
Noi abbiamo fatto una 'finta' caccia al tesoro, con vero baule e finte monete d'oro all'interno; abbiamo chiacchierato - noi adulti, mentre i bambini hanno giocato con gusto; abbiamo - adulti e bambini - coinvolto altri bambini che erano lì a giocare e che non hanno perso occasione per venire a chiedere palloncini e merenda e chiacchiere.
Erano tutti maschi - o quasi. Erano tutti bambini. Erano tutti sorridenti, anche nelle foto.
Io direi che questa è stata la cosa più importante.

Qualcuno vuole dei palloncini?
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correre correre correre

Se si corre a me sale l'ansia. Se la gente mi sta sul collo anche. Ho bisogno di mettere nero su bianco ma ora non riesco. Questo post è un promemoria degli stati d'animo e della fatica improba che sto facendo per portare avanti tutto e tenere in piedi tutto. e perdo un sacco di pezzi per strada. come fanno le altre???

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

Autunno

Molto poco soddisfatta della mia vita attuale, molto tesa: visionaria quanto basta per rendermi conto della direzione presa dalle situazioni ma non abbastanza motivata per modificare quelle direzioni. Va tutto benissimo, direi. E nei sogni di queste settimane tutto si racconta, esattamente così: strade che non arrivano da nessuna parte, pedaggi da pagare al centro di una curva, macchine futuristiche e io che non le so guidare - che non capisco dove vadano - che mi rendo conto di non capire ma faccio la passeggera senza grosse fatiche...
Intanto, visto che la mamma si è ripresa un po' ma è ancora affaticata e stanca, e visto che il suo cuore zoppica, io ho pensato di mettere a posto il mio cuore, e il mio fisico, riprendendo brutalmente la dieta e la ginnastica. Oggi, pertanto, sono al secondo giorno di dieta a zona, e credo tornerò a mangiare l'insalata con le alici!
Note della settimana: sono andata via due giorni, sono ancora in carenza di abbracci, sto cercando di capire q…

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo

Due giorni che valgono mille. In attesa di mettere ordine, almeno prendo nota. Sabato 30 è stata la festa di compleanno di Andrea, l'amico da sempre. 50 anni. Una  bella, bellissima festa con oltre 100 persone. Una festa che è durata dal pomeriggio alla notte, con gente da tutta Italia, e balli e musica e bambini e vecchi amici.
Domenica 1 ottobre è stato l'arrivo di Francesca, casuale ospite molto gradita che è stata inserita suo malgrado in un turbine di eventi. È stata la messa di commiato di don Ivo, il saluto dopo 31 anni in parrocchia, la commozione, i canti... il fastidio per le stesse vecchie dinamiche che sarebbero da scardinare a calcioni (e don Ivo lo sa bene) ma che vengono quasi esibite al suono della frase più odiata "noi siam fatti così!".
È stato l'arrivare in parrocchia come quella prima volta ad ottobre 1993 ed essere ricevuta come allora dalla stessa persona (sorridente, stavolta a differenza di allora).
È stata, domenica, la corsa in ospedale …

i colori che in autunno non vedo

Meglio l'albergo giallo o quello rosa? Meglio il family hotel o l'albergo storico?
Non fatevi ingannare, è uno specchietto per le allodole questa foto, è un richiamo forte al bisogno di montagna che ho e al bisogno di evasione che ho.
E' anche una considerazione sulla ricchezza e sulla mancanza della medesima.

Servono distrazioni potenti, qui. Ho una gran rabbia che cova, sobbolle, borbotta. Una rabbia indotta (dai livelli ballerini di zuccheri nel sangue), una rabbia indotta (dalle preoccupazioni economiche), una rabbia indotta (dalle cose che non riesco a cambiare, conseguenza delle scelte fatte un tempo).
Ma anche una rabbia oggettiva, che salta fuori senza freno e controllo, a volte, e che mi spaventa. La rabbia è per la mancanza di rispetto altrui, e l'altrui è chiunque (compresi i familiari più stretti). La rabbia è per la stupidità altrui (e qui mia madre mi direbbe 'non pensare che tutti colgano i collegamenti nascosti come fai tu, a volte non è semplice&#…

Learning English, ognuno a modo suo...