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Visualizzazione dei post da Aprile, 2010
“Non accollatevi mai più di un problema alla volta”, ha scritto il religioso statunitense Edward Everett Hale. “Alcune persone se ne accollano di tre tipi: quelli passati, quelli del momento e quelli che si aspettano di avere”. Mi sembra un buon consiglio per te, Sagittario. Concentrati sul problema che hai adesso e dimentica il resto. Non serve perdere la testa su altri rompicapi. E poi, se non avrai altre distrazioni, ti sarà molto più facile applicarti al problema attuale.
Mai come ora il richiamo dell'oroscopo di internazionale mi sembra reale e realistico. Ci provo.

Considerazioni a margine

C'è stato un tempo in cui sentire della felicità altrui, della nascita di nuove storie, di coppie che si incontravano così, d'improvviso, e per cui tutto andava bene fin dal principio: ecco, c'è stato un tempo in cui queste notizie mi facevano male, come una stilettata dritta e profonda, e insieme alla contentezza per le persone che mi raccontavano di sè avevo in cuore sempre anche un sacchetto pieno di lacrime di desolazione, e di uno sguardo stupefatto e addolorato che conteneva in sè la domanda più banale e semplice: Perchè io no?

Adesso certo sono cresciuta, le storie che mi passano a fianco sono diverse. E sono indubbiamente diversa io. Ma scoprire che adesso, in questo preciso momento storico della mia vita personale, io riesco a gioire per gli altri, per i loro begli incontri, senza stilettata al cuore nè retropensieri mi rende contenta e serena.

Speriamo che duri

son qui che penso

penso, penso...
E i pensieri scivolano dalle dita. Scappano dalla punta dei capelli. Evaporando inconsistenti.

Evabbè.

Oroscopo per il Sagittario - settimana fino al 29 aprile. Ho un gruppo di colleghi che, un po’ per scherzo e un po’ sul serio, si fanno chiamare hacker sciamanici della giustizia karmica. Con un nome del genere non si prendono troppo sul serio, ma s’impegnano veramente ad aiutare i loro clienti a liberarsi dalle complicazioni generate da vecchi errori.
Visto che stai entrando nella stagione degli aggiustamenti e dell’espiazione, gli ho chiesto di intervenire in tuo favore. Hanno accettato, ma solo a condizione che tu faccia tutto il possibile per liberarti dalle conseguenze di decisioni sbagliate prese in passato.
Mal di testa. Da ieri sera sento il mal di testa che mi sale dalle spalle e mi imprigiona lo sguardo in una gabbia.

Ieri è stata la fiera del contrattempo. Sorvolando sul treno perso per un soffio, e sulla borsa che ho rischiato di lasciare in treno - per fortuna un signore gentile ha richiamato la mia attenzione, passiamo al resto.
Arrivo a casa trafelata, appena in tempo per portare a spasso il cane ululante dietro la porta, e scopro che mio fratello ha chiuso tutto il portone, compresa la serratura di cui non ho la chiave.
Peccato che lui sia al lavoro e che io sia senza macchina. E che il cane continui ad ululare, di là dalla porta.
Siccome però ieri era la giornata del signore gentile, il parrucchiere sotto casa - ancora rintanato, alle otto di sera, a far conti e sistemare asciugamani - mi ha accompagnata fino al posto di lavoro di mio fratello e ritorno. Per farmi sentire meno in colpa, mi ha anche propinato la scusa che "devo ancora sistemare, non preoccuparti. E se ti ca…
ci sono giorni - momenti - ore - in cui sento proprio la mancanza di una persona (cioè, di una persona specifica, non di una persona a caso)
Devo assolutamente scaricare un po' di tensione. Scrivendo, certo.
Di sogni, per esempio. Uscivo per strada vestita solo di una maglia lunga con gli spacchi e le calze autoreggenti, con assoluta noncuranza, in sogno. Pensavo "Al massimo tiro un po' giù la maglia": mah.

La penna mi guarda minacciosa dalla cartolina di Emergency, imponendomi di firmare per il cinque per mille e ricordandomi che c'è anche quello a cui pensare: la dichiarazione dei redditi. mah - 2.

Il mio fisico si ribella a tutte queste scelte tutte insieme. Così accumula piccoli malanni, indolenzimenti generalizzati e mali di testa. Un ciuffo ribelle di capelli rifiuta ostinatamente il piglio della spazzola, e così sta a mo' di pennacchio sulla nuca. Stamattina, anche un imprevisto e improvviso magone con un ferocissimo nodo in gola. Così, senza nemmeno avvisare.
Per fortuna passa tutto molto in fretta.

Il telefono non suona - suona? - no, non suona.
E in questo affollarsi di pensieri e d…

E' tanto che non

E' tanto che non mi dedico agli acquisti. Quelli da shopping di primavera. Quelli leggeri ma soddisfacenti, quelli che non intasano l'armadio ma lo colorano e lo riempiono.
E' come se tutta questa voglia di acquistare esondasse incontrollata.
Così compro. Controllata, ma compro.

Ho comprato intimo bianco e leggero - per colorare un po' quel cassetto pieno di nero, blu e marrone, bordeaux invernali e calze lunghe. Ho comprato un paio di scarpe beige, a Milano, e ho appena avuto la soddisfazione di vederle a centro pagina su una rivista di fiera delle vanità.
Ho comprato calze per mio fratello, lucidalabbra per me, e poche, indispensabili creme la cui mancanza faceva un suono sordo e lamentoso, dalla porta del bagno.
Ancora non riesco ad affinare il mio stile fino a diventare una vera donnina frivola.
Ma in fondo sono contenta di non esserlo, e per questo credo che non lo diventerò.

Il passo ancora incompiuto? Comprare un capo di abbigliamento. Uno solo. Allora potrò dir…

Alluce, mignolo, medio... (edit: alluce, minolo, trillice...)

Piedi. Credo che la parola d'ordine di questi giorni sia piedi.
Piedi doloranti, dopo aver girato ore e ore in lungo e in largo con ai piedi le scarpe sbagliate (ma perfette per una serata normale, che sia chiaro). Piedi che rinascono, calzati in discrete ballerine beige. Piedi che si muovono nervosi.
Piedi che perdono le scarpe: sarebbe stata una fotografia bellissima, oggi. Una donna di nero vestita, al telefono, con i capelli rosso fuoco scintillanti sotto il sole, e la scarpa che rimane ferma mentre lei continua, a camminare e a parlare.
Piedi imprigionati negli stivali di pelle, piedi che rifiutano la gabbia e girano a stivali slacciati e penzoloni. Piedi già pronti all'estate, di scuro smaltati e senza protezioni.
Piedi, addirittura, già nudi ed esposti.

Piedi che hanno macinato chilometri: i miei, e quelli altrui, hanno percorso padiglioni a passo di marcia, sbirciato esposizioni e catturato briciole di pensieri.
Per vedere il Salone del Mobile e lasciarsi suggestio…

sabato, 37

Ovvero dei compleanni: oggi mio fratello si fa più vecchio di uno.
Ci sono novità nell'aria, ma i colleghi che leggono mi fanno cauta (non vorrei raccontare prima del tempo). Comunque, pare che abbiamo trovato ;-) Alleluja!

Stamattina ho riso tanto, alla seduta del metodo Grinberg. E adesso sono tutta indolenzita.
E da stanotte mi frulla in testa un'idea - che penso sia ricorrente (devo averla già proposta in altri tempi): definirsi o farsi definire attraverso i cinque sensi.
Un odore, un colore, un sapore, una sensazione tattile, un suono. Che insieme fanno una persona.
Per esempio conosco una persona che associo al profumo dell'erba - del fieno, a dire il vero. Un'altra che è neve e sole, senza dubbio. Una personcina speciale che è azzurro terso e cangiante...

disclaimer: istruzioni per la comprensione

Oggi sto scrivendo a caso. Parlando a caso. Forse anche vivendo un po' a caso.tenetene conto, ovunque.

Dev'essere il venerdì, la paura, l'incapacità di controllare la mia vita o più semplicemente il rincorrere appuntamenti incastri persone cose fatti e altre bazzecole e dabbenaggini.
E l'umore è impressionante, in altalena. Per esempio ora (sono le due e mezza del pomeriggio) sto bene -e mi piacerebbe difendere questo stato con le unghie e con i denti.

Ieri sera abbiamo messo ordine tra le ricette. E', credo, una mania tutta femminile quella di tenere da parte le ricette dai giornali - come le diete o le ginnastiche o le pettinature o i vestiti. Ogni tanto poi apri quell'enorme scatolone dove hai messo da parte tutto quel che 'potrebbe servire', 'magari un giorno farò', 'non buttare via non si sa mai' e scopri che hai raccolto emerite cavolate insieme a perle di vera saggezza.
Come la ginnastica per allodole (sveglie all'alba, e s…
La fatica di andare a lavorare mi inquieta un po'. E' un tempo strano, questo, fatto di corse e di cose da fare, ma che sfuggono dalle dita, come se fossero evanescenti. (un tempo strano: che ridere, mi chiedo se ho mai vissuto tempi non strani. E ancora, avrei voglia di incontrare gli amici americani a Ivrea. Un pensiero lampo, passato inatteso questa mattina al risveglio. E' stato il secondo pensiero cosciente).
Certo gli incastri familiari non aiutano a concentrarsi.
Stasera, di nuovo in giro: sembra che stiamo correndo dietro al tempo. Non abbiamo mai avuto giornate così piene.

Domani e venerdì, non so - non ricordo. Ma sabato mi tocca il tg dell'alba, la terapia a Rimini, il tg del pomeriggio (a patto che io riesca a fare cambio con Michela). E il tg della domenica. Pomeriggio. In diretta.
Nel mezzo, scatole e ancora scatole.
Ma la prossima settimana è tempo di Salone e FuoriSalone. 13 e 14 aprile, Milano.
Per raccontare dei giorni appena passati ho usato in una frase tre volte la parola "veri". Giorni chiari, senza menzogna, senza promesse. Limpidi. Giorni di contentezza che traspare dagli occhi, dal sorriso incontrollato. 
Giorni di rose non ancora fiorite, di posti che stanno per chiudere e di labirinti troppo affollati. Scegliere il punto più esposto e non accorgersene affatto.Odore di erba e di sole.
E proprio mentre mi preparo a scrivere un post su questi giorni di festa mi si dice che il tumblr ha appena compiuto un anno. Auguri.
Dic nobis Maria, quid vidisti in via?
Qualcuno ha citato il Victimae Paschali e io non riesco a togliermelo dalla testa.
Ho vissuto male questa preparazione alla Pasqua. Assente, non giustificata, la mia testa che ha preferito dedicarsi ad altro. Mi accorgo che nel tempo della quaresima mi è mancata la consapevolezza e la concentrazione. Niente preghiere per me, e perfino mancanza di preghiere per il triduo pasquale.
Il "mio" prete, persona onesta e di cuore, è ferito e triste per la Chiesa, e nell'anno sacerdotale lo è ancora di più. Non ne parla, ma si vede nei suoi occhi - di persona rigorosa, di nonno caritatevole, di uomo che fin da piccolo ha voluto fare il "prit" - una tristezza infinita e una grande vergogna.
E' anche per lui, come per tutti i giusti della Chiesa, che le ipocrisie di certo clero mi fanno salire il sangue alla gola.
Se Maria oggi dovesse vedere, non sarebbe il sepolcro vuoto, ma la strada lastricata di ipocrite intenzioni.

Eppure ogg…