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Visualizzazione dei post da Maggio, 2010

chiuso

Chiuso maggio, chiusa la casa, chiusi i conti.
Oggi ho consegnato l'ultimo mazzo di chiavi, ho ricevuto l'ultima stretta di mano, ho salutato per l'ultima volta quelle grandi stanze.
Che, stranamente, non mi mancheranno, almeno credo. Non ho lasciato cuore o anima in quella casa. E' stato un buon posto per vivere, ma le lascio volentieri le malinconie e gli strazi di alcuni momenti di questi anni.

Non sono ancora nella casa nuova, però.
Ci siamo trasferiti da otto giorni e io ancora dormo su una branda in casa dei miei, perchè non riusciamo a fare spazio a sufficienza per appoggiare rete, materasso e letto. Il che è indicativo: la casa nuova è una bomboniera, e come una bomboniera è piccola piccola.

31 maggio: si chiude. Una parte di zavorra rimane indietro. E' tempo di pensare alle vacanze, finalmente. Quest'anno, Francia!

cambio di umore

mi si dice che mio fratello è di pessimo umore oggi.
in quanto a me, ho la schiena bloccata.
mia madre è a letto con il mal di stomaco.
mio padre è l'unico ancora in movimento...

ho il vago sospetto che stiamo somatizzando qualcosa ;-)

ps: casa nuova, vita vecchia: era ora che tornassero le montagne, come sfondo, no? (anche se quelle montagne, in quella foto, sono legate a una gita in cui sono stata malissimo... un piccolo rottame ambulante - quindi, a conti fatti, sono perfettamente intonate con questo preciso momento storico)

in fondo basta poco

Basta una notte di buon sonno, dopo una bella serata, per recuperare quel minimo di lucidità che avevo perso per stanchezza.
Temo il caldo incombente - perchè lo so che lui ed io non andiamo così d'accordo. Forse anche Milano lo sa, e per questo si è vestita di nuvoloni grigi.
Domani pomeriggio, ultimo e definitivo atto di vendita della casa - l'ultima tranche e la consegna delle chiavi mancanti. Buffo, non mi manca quella grande casa con la veranda e la mansarda, è un distacco ragionevole e senza strappi.
Il posto nuovo è piccolo, lo so. Ma è a mia misura, almeno per ora.
La mia testa divaga: non riesco a concentrarmi per più di dieci secondi. E sto aspettando persone per un colloquio faticoso.

Dicono, su internazionale:
Lo scrittore del Sagittario Samuel Clemens è diventato famoso con il nome d’arte di Mark Twain. Ma prima ne ha provati altri, tra cui Thomas Jefferson Snodgrass, W. Epaminondas Adrastus Blab, Trismegistus e Sergeant Fathom. Dato che sei in una fase in cui sare…
Sono all'incirca sopravvissuta. Abbiamo lavorato dalle otto del mattino (traslocatori puntualissimi, spaccavano il secondo) alle sei e mezza di sera, con una pausa di un'ora e mezza.
Poi - dopo le sei e mezza, dico - abbiamo anche montato un letto: quello di Paolo, nella stanza più libera della casa. Indi la doccia e la cena, a casa dei genitori: casa in pieno post trasloco anche la loro, visto che sono andati a viverci da due settimane scarse e che la cucina è arrivata venerdì.

Io ho dormito dai miei, Paolo nella casa nuova: stamattina dovrebbero collegarci le utenze, dopodichè affronteremo il problema di creare un corridoio di movimento appena un po' più vasto di quello attuale.
Oggi ho lasciato che altri lavorassero alla casa vecchia, per terminare lo sgombero. Io sono tornata in ufficio, non potevo fare altrimenti.

Sono a pezzi, mi è esplosa l'allergia alla polvere (prevedibile, del resto) e ho dormito quattro ore nonostante la fatica. Ma, sotto a tutto, c'è un…
Ci sono persone che hanno un senso perfetto dell'opportunità e del tempismo.
Persone che sanno esattamente quando - come - perchè. Persone che inconsapevolmente, a volte, si fanno desiderare come io non sono mai riuscita a fare.
Persone che riescono a trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
Io? Io no. Io sono di quelle invece che azzeccano il posto ma non il momento, oppure il momento è perfetto ma il luogo è a un isolato di distanza dal centro del mondo.
Oppure centro in pieno luogo e momento, ma la mia attitudine è totalmente fuori fase.

Come in questi giorni.
Sono giorni di fermento.
Nel posto dove lavoro arriva  la tappa del Giro d'Italia.
Nel posto dove vivo per tre giorni c'è il fermento delle idee, con il festival di arte contemporanea.
E io? Niente, io niente. 
Non sarò nel luogo giusto - oggi pomeriggio sono altrove; non sarò dell'attitudine adatta: da oggi a domenica mi dedicherò in modo matto e disperatissimo alla chiusura di tutti gli scatoloni …

cattiva, io?

sì, forse sì. O forse dopo tanto tempo ho imparato a tutelare me stessa.
In questo caso, credo di aver raggiunto un traguardo importante

riordinare il passato

Nel riordinare il solaio, improbo lavoro del weekend da fare anche in fretta perchè "è tardi è tardi è tardi",  emergono frammenti di vita. In alcuni casi ormai scaduti, come lo yogurt, inaciditi e tristi. Il loro destino è il sacco della spazzatura, un ricordo cancellato perchè inutile o vano.
In altri casi invece sono pennellate che ritraggono la mia vita passata con nitore e chiarezza.
Come le lettere scritte e mai spedite al fidanzato storico, al tempo del suo servizio militare. Erano lettere piene di dolcezza e rassicurazione, ma già allora temevo fossero troppo strette, troppo vincolanti, la corda che mi legava mani e piedi a un amore che non è stato quello adatto, quello per la vita. E allora lui aveva bisogno di sentirsi dire che era l'amore per la vita. Lo scrivevo, preparavo la busta e non spedivo.
Ci sono i quaderni di seconda e terza elementare: dovevo essere un bel caratterino. La grafia è già da persona decisa, netta, grande, ben spaziata. Mi fa tenerezza…
L'eurostar di prima mattina permette di assistere a vere chicche di italico arrangiarsi. In altri luoghi e in altri mondi le persone andrebbero ordinatamente al loro posto senza battere ciglio.
Noi riusciamo a sbagliare lato di ingresso (non dovrebbe essere difficile, il tabellone indica la carrozza e la logica dovrebbe fare il resto, e invece...) e a chiacchierare amabilmente prendendoci in giro gli uni con gli altri mentre arranchiamo al nostro posto, numero 5 magari - e siamo saliti in corrispondenza del 96. Oppure 83 - e siamo saliti al 5.
Qualche rara faccia cupa non rovina il clima di simil gita scolastica, nonostante tutto, per tutti i viaggiatori di qualunque età.
E' un clima che si dissolve inspiegabilmente una volta seduti: tutti silenziosi e attenti alla lettura del giornale - che in questi giorni è fonte di continue strette allo stomaco, per quel che mi riguarda.
Il nostro governo - Scajola, santo cielo - , la Grecia, la crisi dell'euro e la gente che sta al po…

del perchè del mio silenzio parziale di questi giorni

Trasloco - part one.
Se dovessi trovare una frase per definirlo, direi "E' un delirio". Poi ci penso meglio e dico che "E' un vero delirio".
So che alcuni lettori di questa casa virtuale hanno affrontato più di uno spostamento.
Io invece ammetto di averne presi di petto pochi, un paio.

Mai così rivoluzionari come quello attuale: da una casa abitata in quattro a due case abitate due di qua e due di là. Abbiamo una casa - moloch, che si è negli anni dilatata a dismisura. Così questo trasloco doppio ci impone di fare alcuni movimenti chiave.
Spostiamo ciò che abbiamo accumulato per una vita più quello che abbiamo ricevuto negli ultimi anni (un'amica di mamma, che è mancata e ci ha lasciato tovaglie e servizi di piatti; la nonna con tutto quello che è arrivato; gli zii - entrambi - e alcuni regali importanti).Eliminiamo finalmente quegli accumuli che hanno trovato una posizione comoda e ben piazzata.Ci trasciniamo dietro quelle cianfrusaglie che non abbiamo …

e poi

e poi ci sono quelle che sono capaci di creare aspettative, attese, mistero intorno alla loro persona. Solo perchè non dicono tutto, non comunicano tutto, non hanno questa smania che ho io di raccontare, dire, spezzettare per gli altri.
Così.
Io non riesco. E' che quando non racconto quel che mi accade non lo comprendo fino in fondo. A volte non racconto perchè ho già compreso e sono già andata avanti, ma più spesso mi succede di aver bisogno dello sguardo amichevole degli altri, per andare avanti.
Mi rendo conto che a volte sono un po' invadente, per così dire.
Esuberante, nel senso di ciò che esce, che esonda perchè il suo argine non basta a contenerla.

Dovrei imparare l'arte del mistero. Che non è arte, credo sia naturale espressione di sè. Eppure al solo pensiero (al pensiero di non condividere con altri - amici, conoscenti, familiari - le meraviglie e le scoperte e le consapevolezze che mi si presentano agli occhi) sale un piccolo nodo alla gola, un inatteso magone.…

agorà, o del fanatismo

Ho visto un SIGNOR film
Agorà, del regista del "Mare dentro", e con Rachel Weistz nel ruolo di Ipazia.
Davvero bello: per le idee che muove nella testa.
Perchè per me un bel film è quello che mi rimane appiccicato addosso quando esco dal cinema, e mi costringe a pensare. Non sempre penso cose piacevoli, o sento cose piacevoli, ma in ogni occasione mi sento viva.

Dal cinema sono uscita desiderando di essere come Ipazia: libera, consapevole delle proprie capacità, pronta ad esplorare e ad andare un poco più in là, nella comprensione, nella vita. Come da adolescente, quando desideravo essere come Marie Curie.
Continuare, sempre.

Domenica di maggio

La voglia di scrivere si è rarefatta, in questi giorni di frenesia. E' anche più complicato trovare i pochi minuti necessari a mettere ordine tra i pensieri prima di trasferirli su video, o su carta, o chissà.
Così, se dovessi dire cosa mi rimane di questa settimana passata tutta di corsa, risponderei il caldo. Il caldo improvviso, anelato da molti e arrivato tutto insieme. Il caldo che affatica, estenua, svuota.

E' stata una settimana azzurra e gialla.
Di sole e di cielo limpido, preavviso d'estate.
Una settimana di impegni, di quelli che scivolano via e non mi lasciano nemmeno il tempo di sentirmi sola. Eppure ho l'impressione di aver parlato poco, detto poco, comunicato poco - il che per me equivale all'esser sola, ecco.
Intanto: giovedì sera Torino, venerdì sera Milano, sabato matrimonio dell'amica Emilia. Nel mezzo, lavoro, lavoro e ancora lavoro. Un convegno, venerdì, tanto per gradire: un convegno organizzato da noi, non uno di quelli a cui partecipi - i…