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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2010

per fortuna che è venerdì

Cena con gli amici: bella. Costo della medesima: sproporzionato senza dubbio.
Chiacchiere del dopocena: come sempre belle e stimolanti.
Conclusione delle chiacchiere: proviamo a ricordarci i sogni.

E allora ecco.
Ieri mattina mi sono svegliata ricordando un bambino che mi spronava a raccogliere i panni stesi ad asciugare al sole, dividendo se possibile i miei dai suoi.
La sensazione che mi è rimasta addosso è della luce sul cemento del cortile, con l'aria un po' pungente di fine ottobre. Sembrava quasi reale, quel sogno.

Stamattina invece sono riemersa dalle nebbie di un sogno che non ricordo benissimo.
Ricordo però che ero in un locale, di quelli con i tavoli di formica e le sedie anni '70, un po' trendy e un po' vintage.Ero entrata da sola.
Aspettavo qualcuno, che è arrivato.
Aspettavo ... Morgan??. Sissignori, proprio lui.
Che è arrivato con 'quello' sguardo. Quello di chi ti guarda e ti vede e non ti molla e ti fa sentire tutto insieme desiderata e…

sono di ritorno

talmente frastornata da non riuscire a mettere in fila due pensieri coerenti che siano due. Penso di avere usato in questi giorni diverse delle mie scorte: ho consumato una buona sacca di lacrime , ho esaurito la pazienza per i noiosi, ho abbandonato alcune delle mie difese. Mi sono messa in gioco, di più. Credo di esserne contenta.
E ho vissuto sulla mia pelle questo dialogo:

Laura, 4 anni - Ma tu quando vai in giro i tuoi bambini dove li metti?
Io - Non ho bambini.
...dopo un po' ...
Laura - Ma quando vai in giro puoi lasciare i tuoi bambini a tuo marito.
Io - Non ho nemmeno un marito, sai?
Laura - Ah, non hai un marito?
Io - no
Laura - Allora è per quello che non hai bambini!
... sì, va bene.

dei primi giorni di fiera

Ok. Fatto. Almeno, ce l'abbiamo fatta a montare il "fagiolo" (grazie al supporto di chi mi ha dato una mano, e con la calma ha smorzato tutte le mie ansie), a mettere le cassette nell'installazione eventi, ad essere in fiera ben prima che aprisse, a rispondere alle telefonate urgenti...
Però sono riuscita anche a perdermi un messaggio che diceva "quando ti liberi mi fai uno squillo, che ti chiamo?" (e uffa, sì, l'ho visto stamattina. Peccato che fosse di ieri pomeriggio). E con la cugina bella ho solo fatto due chiacchiere al volo, prima di montare lo stand, mentre lei preparava la borsa per andare in Russia per lavoro.

Dev'essere il cognome che condividiamo che ci fa vagabonde nell'animo.

Gli intoppi? Niente di serio: peccato però per la storia di C'era due volte il barone Lamberto, che cominciava alle 20.30 e che ho perso (visto che abbiamo finito di allestire esattamente un'ora dopo). Se tutto va come deve andare, recupero andando a v…

solo io?

Solo io ho il disgusto per quello che viene trasmesso in tv? Solo io mi sono progressivamente disaffezionata all'informazione (fatto assai grave per chi come me di parole dovrebbe vivere e di passaggi di notizie pure)?
Solo io non riesco più ad ascoltare i notiziari italiani, mi allontano chiacchierando di fronte all'ennesima porcheria tutta italiana (l'omicidio della nipote e le sue esclusive mediatiche)? Solo io ho superato la soglia della nausea?

Ieri sera, abbandonando la tv al suo destino, la mia mamma ed io abbiamo ritrovato calze parigine che la nonna Ottavia aveva tenuto da parte per me. Di lana, traforate, scure. Bellissime (guarda, queste sono abbastanza simili).
Perchè sì, mia nonna è sempre stata un'amante delle belle cose. Mi sembra logico che io sia riuscita ad avere le 'sue' calze poco prima di partire per T*orino.

Programma della settimana:
mercoledì 20-martedì 26ottobre: Salone del Gusto. Il programma qui

portarsi avanti

Ecco il mio compito della settimana.
Teniamo conto, per favore, che da mercoledì sarò tappata nel mondo delirante e meraviglioso del Salone del Gusto...

Per assegnarti il compito di questa settimana, ho preso in prestito qualche idea dalla lista di suggerimenti che il poeta del Sagittario Kenneth Patchen dà nel libro The journal of Albion moonlight. Sei libero di improvvisare, ma cerca di realizzarne almeno tre:  soffoca ogni residuo di vergogna;non sopportare nessuna croce; allarga tutti i confini; arrossisci sempre di stupita innocenza; scava nel tuo subconscio; passa da un mondo all’altro con spensierata devozione; espelli il primitivo;crea un cervello libero; non rinunciare a nessuna oscenità succulenta; verifica l’irrazionale; conquistati una reputazione sublime; crea almeno un mostro;moltiplica tutte le opinioni; appartieni a tutti.

risata in giorni di stress

Sono giornate impegnative, sì. Giro con lo sguardo a metà tra il perso e il cattivissimo, ma non esce niente.
Però ogni tanto una risata scappa. Come adesso.

premessa.
Ho un amico che, con i messaggi, ha qualche piccolo intoppo: spesso li scrive - credo - mentre fa altre sette cose, o semplicemente mentre è distratto, e succede che i suoi siano messaggi da interpretare in parte.
Magari, che so, manca una lettera in una parola, oppure magari le sillabe sono invertite, o ancora magari le vocali non sono quelle giuste.
Non pensavo fosse un male contagioso, e invece...

fatto. Oggi un amico di questo amico mi ha mandato una mail. Lavorativa.
Così:

Io ringrazio te e contattami per qualsiasi cinformazione, cioaAlessandro

I'd like to change my point of vue...

Cerco di essere lucida, e mi incanto, inchiodata, davanti ai dieci lavori che (tutti insieme) devono andare avanti, e in fretta. E' da stamattina - da dopo la sveglia, che ha cancellato in testa il sogno lasciando un vago sentore di fascinazione - che mi gira in testa questa canzone:

I'm sitting here in a boring room
It's just another rainy Wednesday afternoon
I'm wasting my time
I got too much to do
I'm hanging around
I'm waiting for ... boh
But nothing ever happens. And I wonder


Chissà perchè poi. Eco inutile. Il mio atteggiamento non è quello descritto dalla canzone.
Sì, sì, wonder, ok, ok, vabbene: ma adessobasta wonder, voglio che arrivino cose concrete.
Cose che accadono, non cose sognate, spezzettate, digerite e buttate via ancora prima di farle cominciare.
E se non arrivano loro, voglio andarle a prendere io. Ho cominciato a farlo.

Ieri sera ho provato a tirar fuori questa energia che non ne vuol sapere di uscire: ma ho scelto il "contesto" sbagliato…

L'autunno è arrivato

Ed è arrivato anche l'armadio. La camera di mio fratello, miracolosamente vuota (facile vuotare le stanze riempiendo quelle vicine, pero!) ha accolto un nuovo mobile. Non ve lo racconto: a me piace molto, e lo trovate qui, a pagina 11.
Ci sono ancora rivoluzioni, quindi, in casa. Bisogna svuotare e ri-riempire. Sperare che ci sia spazio per tutto e per tutti. Trovare la libreria (quella ancora manca), buttare ancora molte carte inutili, libri inutili - ma è una sofferenza buttare i libri. Evitare che si accavallino le forme e le cose.
In queste settimane ho fatto piccole scelte: una ceramica per il bagno, un tappetino per la cucina. Rimando le scelte grandi, importanti, e mi distraggo sul dettaglio per non essere costretta a guardare in faccia quello che mi crea fatica.

La casa prende forma. Io la vivo sempre di meno, purtroppo. Mi rendo conto che se ci fossi di più, se ci dovessi stare di più, probabilmente avrei già fatto molto di quel che invece lascio indietro.
Ma forse non vo…

orso cosco po di internazionale

(stamattina sono dislessica, quindi lascio così)

Durante la notte un ragno aveva tessuto un’enorme tela che copriva tutto l’arco del mio portico. L’avevo spostata ma non si era rotta. “Dev’essere un presagio”, ho pensato mentre ci passavo sotto. Ma un presagio di cosa?  Una vocina nella mia testa ha risposto: il Sagittario è pronto a gettarsi a capofitto nella grande ragnatela della vita.

rivoluzione in un minuto

E così, la vita ti sorprende sempre.
Il mio programma della settimana, per quanto sconclusionato potesse sembrare, era abbastanza chiaro nella mia testa, e prevedeva giri in giro sì, ma weekend casalingo a fare robe noiose e necessarie.
Poi, se fosse rimasto tempo - e tutto sarebbe dipeso da quanto avrei cincischiato nel portare a termine quelle tre-quattro cose necessarie - sarei andata magari a fare una passeggiata con il cane, avrei dormito e poco altro.

Poi la vita irrompe. E succede una cosa che mi fa vedere rosso, infuriare immediatamente perchè non è tollerabile. Per me non è accettabile davvero. E i miei programmi prendono un'accelerazione improvvisa e repentina. Quel che avrei fatto goccia a goccia sabato diventerà un programma  fitto e velocissimo, accelerato come un diavoletto della Tasmania. Mi spinge la rabbia: dopo andrò da un'amica che abita lontano. Perchè sì.

Un autunno di inizi

In questo autunno di nuove abitudini e nuovi inizi registro con un pizzico di piacere che ci sono cose che, finalmente, mi scivolano addosso.

Amici che rispondono con tempi biblici a messaggi, email, richieste: pazienza. Se mi è necessario mantenere i contatti, lo farò; se non lo è, vi do per persi e non mi preoccupo di voi.
Situazioni che non si sbloccano: amen, non sono un problema mio. E se invece lo sono, farò quel che occorre per dare gli scossoni necessari.

Una discreta soddisfazione, sì.
Quasi pari a quella della macchina nuova che fa le telefonate al posto mio...

Questo autunno porta anche cose che ho voglia di fare, di vivere, di affrontare. Ce ne sono di frivole e di più serie. per esempio, lo sport. Tocca alla piscina, per la stagione autunno inverno 2010/2011: ieri sono andata ad informarmi di prezzi, orari e giornate di libero ingresso, e ora sono pronta.
Sabato mattina si va: ingredienti necessari sono i soldi in mano, la borsa sulla spalla, un lucchetto per l'a…

matrimoni e amenità

Si è sposata Valentina. La cugina piccola, come l'abbiamo sempre chiamata mio fratello ed io. Vederci tutti e tre insieme è bello, e strano. Lo ha dimostrato lei per prima, quando siamo entrati nel posto della festa, sabato sera, un po' stanchi per la mole di chilometri che ci siamo sciroppati. Non avevamo tolto ancora la giacca che si è sentito da lontano un grido "Aaaa mia cuginaaaaa!!!" accompagnato da un sorriso che era quasi un fanale acceso.
Siamo così, noi. Siamo belli tutti e tre insieme.
Passano anni, e poi sembra siano passati pochi minuti.

Appena ci manderà qualche foto provvederò a divulgare...

primo ottobre

Non ho parole per raccontare. Ne avrei, ma mi frena sapere che, tra i lettori, c'è anche chi non vorrei fosse informato di certi delicati passaggi. Soluzione possibile, il blog privato, certo. Ma non mi va.
E allora chiedo a tutti gli altri di avere pazienza.

Intanto, sappiate che domani sono ad Ancona. Al mattino. E a Torino. Alla sera.
Domenica mattina magari ritagliamo una colazione tra amici?
nota: l'oroscopo questa settimana mi spaventa...
Oroscopo di Rob Brezny Stai per tornare a casa. Ti stai dirigendo da mesi verso un luogo accogliente e sicuro, e ci sei quasi arrivato. Non sono sicuro di come sia nei dettagli.  Forse ti troverai nel posto dove le tue potenzialità finalmente si realizzeranno. Oppure sei pronto a fare pace con il tuo passato e ad accettare i membri della tua famiglia per quello che sono. È possibile che tu abbia trovato la tua tribù o la tua comunità ideale, e sia pronto a far parte di questa speciale miscela di energie. Oppure sei pronto a dedicar…