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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

dove vivere

Al presente, al passato o al futuro?
Io ho sempre vissuto nel presente: mi mette ansia pianificare il futuro a medio e lungo termine, molto più di quel che mi potrebbe tranquillizzare l'aver organizzato anche il futuro prossimo. Mi agitavo da ragazzina al conto alla rovescia per il rientro a scuola che mio fratello metteva in piedi una settimana prima della fine delle vacanze. Mi sembrava di non riuscire a godere di quegli ultimi giorni, contando il tempo che mi separava da quel che sarebbe accaduto a breve.
E vale anche per il passato: tenermi ancorata a quello che fu mi sembra un inutile spreco di energie buone, e trovo che sia un modo per non apprezzare quel che accade oggi.
Insomma, la soluzione che ho trovato per il mio quotidiano è
fare cose belle e vivere giorni pieni, in modo da pensare al passato con affetto e un pizzico di nostalgia ma senza rimorsi e rimpianti. E non gettare lo sguardo troppo lontano, per non perdersi la bellezza dell'oggi, da assaporare.
Del resto, n…
Non mi dispiace questa nuovo aspetto del blog, credo che manterrò questa grafica per qualche tempo, cercando di aggiornare l'immagine a seconda del periodo: qui ora la neve non c'è più, ma ho l'impressione che il disgelo non sia così vicino.
Sono tornata a viaggiare, ma mi accorgo che lo spirito con cui affronto i trasferimenti quotidiani non è lo stesso di prima. Chissà, forse come per le novità mi ci vuol tempo, così anche per riprendere i vecchi ritmi mi ci vuole lo stesso tempo: probabilmente dovrei osservare di più e imparare da chi meglio di me si adatta alle variazioni (di clima, di casa, di vita).
Mi sembra di avere addosso - dentro - finalmente lo scorrere della vita, dopo anni di anestesia inconsapevole

"Il frullo che tu senti non è un volo
ma il commuoversi dell’eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitaria in un crogiuolo"
(E. Montale)

E il mal di testa da ufficio. E la pizza per pranzo. E i muscoli contratti.
Sembra tornato tutto alla normalità insomma...

ps: provo a fare esperimenti di layout. Non stupitevi

il rientro - secondo giorno

Ho valanghe di considerazioni da fare, dopo solo un giorno di lavoro. E quasi tutte riguardano i trasporti, la neve, le persone.
(considerazione a margine: vedere che ci sono fortunelli che passano il weekend al mare, mentre qui le temperature si fanno polari, fa venire un pizzico di invidia buona. Poi penso che a me è sempre piaciuta la neve, e l'invidia passa).

Trasporti: ci si lamenta tanto della condizione del servizio ferroviario. Io in questi due giorni devo invece spezzare una lancia a favore, per una volta. Il mio trenino, che parte alle sette e un quarto del mattino, ha circa 6 minuti di ritardo (il che, viste le condizioni meteo degli ultimi giorni, è un buon risultato). Il treno del ritorno finora si è presentato puntuale all'appello.
In compenso l'autobus che dovrebbe passare alla fermata alle 7.50 si è presentato anche stamattina alle 8.30, con l'autista sereno e pacifico che dice " eh, ma la strada è quella che è". Verrebbe da rispondergli "V…

NEVE

Nell'inverno più strano della mia vita, finora, nevica. E' nevicato quando sarei dovuta rientrare al lavoro, è nevicato durante questa settimana. Ha smesso venerdì, dandomi una parvenza illusoria di "avanzamento lavori". E da ieri ha ripreso allegramente a cadere la neve dal cielo, a fiocchi larghi e pieni. Per intenderci, quelli che da bambina mi riempivano occhi e cuore di gioia, e mi facevano sorridere senza motivo.

Adesso no: da qualche parte nel cammino da allora ad oggi quella bimba si è persa, lasciando al suo posto una donna sorridente con il suo bambino, ma preoccupata di tutti questi fiocchi bianchi che le impediscono di fare ciò che serve, ciò che è necessario fare (nello specifico, lavorare).
Certo, gioca anche la preoccupazione dei nonni: io uscirei volentieri per brevi passeggiate nella neve con il mio cucciolo, e loro invece mi continuano a dire "Non uscire, non ti muovere, fa freddo, c'è la neve, non uscire, tienilo a casa"... Verò è che…
Dunque... vero che non avevo voglia di rientrare al lavoro, ma non c'era bisogno di mobilitare la nevicata del secolo (è il caso di dirlo: il secolo è cominciato da una decina d'anni) solo per consentirmi di avere ancora una settimana a casa. Circa 60 centimetri di neve, treni bloccati - tutti - e percorso per raggiungere la scrivania decisamente accidentato, con paesi bloccati e zone dove la neve è arrivata a 1metro e 70 centimetri. Il lavoro mi aspetta e  si accumula, in ufficio: ma ancora per una manciata di giorni mi godo la casa e i ritmi strani ma assai piacevoli. E anche la neve, certo.

Questa notte ho inventato la mia prima fiaba breve, per un ascoltatore attento ed incantato. Ho scelto un folletto che per la sua folletta preferita voleva raccogliere il più bel trifoglio del prato. Alla fine le ha portato un quadrifoglio.

Ho sognato, anche, ieri notte. Un sogno minimal, rispetto a quelli a cui sono abituata.
Il frigo che traboccava di tagliatelle al sugo di pomodoro, t…