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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2012

nel mezzo del cammino delle feste

E' quasi l'una di notte, tecnicamente è sabato ma nella mia testa non si è ancora concluso il venerdì. E io sono sveglia, indecisa se dare più retta al mal di stomaco esploso dopo la cena a base di focaccia al formaggio, oppure al mal di schiena che mi fa compagnia da stamattina, pervicace, imperterrito e totalizzante come solo i mali muscolari riescono ad essere.
Io sono sveglia: il piccolo per fortuna no, dorme beato nel lettone, in orizzontale, occupando una piazza e un quarto con i suoi quasi ottantuno cemtimetri di lunghezza. I capelli corti (e ancora non particolarmente folti) sono tutti scompigliati, nel sonno, e hanno preso la forma dei riccioletti che arriveranno, da qui a qualche mese.
Il rito serale della nanna si sta dilatando in questi giorni di festa, e diventa sempre più un lunghissimo tempo di canzone - filastrocca - coccole - arrampicamenti inverosimili sulla mamma stesa nel letto che ingenuamente si augura con l'esempio ("ecco, vedi? sono sotto le co…

spiccioli di dicembre

Accade a volte che le persone facciano giri immensi prima di tornare ad incrociare la tua strada. Accade, e non sempre è un bene. Ho conosciuto persone che spero vivamente di non incontrare più, e ne ho conosciuto altre che mi hanno lasciata sostanzialmente indifferente.
Poi ci sono quelli che mi sono piaciuti, che ho trovato intelligenti o di cui ho avuto stima .
Per ultimi ci sono quelli che, pur essendo molto diversi da me, trovavo simpatici. Difficilmente ci saremmo mai compresi davvero, ma mi faceva piacere incontrarli. Un po' come quei compagni di classe senza i quali la classe non era completa.
Ecco.
La persona incontrata stamattina fa parte di questa ultima categoria.
Uomo molto lontano dal mio stile di vita e dalle mie abitudini, è una persona che trovo gradevole incrociare. Negli anni ci siamo visti, sempre per lavoro: a teatro, in osteria, a vinitaly... e adesso anche in ufficio.

Strano, ma gradevole: è stata una bella sorpresa prenatalizia.
Nota al margine - lui non è c…

piccoli nervosi

si accumulano nervosi. Ho bisogno di tempo a casa (manca poco, per fortuna). Ma ho bisogno di non sprecarlo, questo tempo.
Pianifico mi distraggo cerco di organizzarmi. L'aria è nervosa.
Pare che sia la parola chiave, nervosismo

ho argomenti sparsi

Mannaggia, già le cinque del pomeriggio. Dell'ultima settimana prima delle vacanze, mi dicono.
Stamattina appena sveglia avevo raccolto in testa almeno quattro argomenti possibili per questo post, che adesso invece vaga in una nube indistinta di confusione.

L'ordine prenatalizio.
Ho passato il weekend (ok, siamo onesti, la domenica) a spostare mobili e sistemare abiti e tentare improbabili pulizie di casa, lavaggio panni e cambio lenzuola. Mi è riuscito quasi tutto: ora i letti sono in una stanza, gli armadi nell'altra, le lenzuola sono pulite, gli asciugamani anche, la biancheria è lavata... Certo, la lavatrice è rotta e l'armadio spostato ha prodotto il caos, ma questi sono dettagli.

I sogni.
Mi si è aperto il vaso di Pandora dei sogni. Sogno, sogno tanto, tutte le notti. Mi sveglio alle ore piccole ricordando nei dettagli quello che il mio subconscio ha appena trasformato in immagini oniriche, e poi mi risveglio al mattino senza avere nulla di chiaro in testa, fatta e…

senza titolo

senza testo.

Inconscio che si risveglia.

Dopo aver sognato, l'altroieri, uno stalker per casa, dall'apparenza di persona perbene che dorme sul divano, e che sbuca dalla coperta assumendo le fattezze del pazzo omicida, (sogno che mi ha fatto svegliare in preda al panico e all'angoscia) stanotte sono tornata a fare sogni articolati e attorcigliati come quasi solo i miei sogni sanno essere.
E dunque.

Interno giorno.
Primo quadro.
Siamo in una casa (più case, forse: direi che nell'immaginare questo posto bello ampio con le finestre grandi ho messo insieme la memoria degli appartamenti di montagna, della casa del mio primo "capo" - quello che viveva in un palazzo storico e aveva una enorme barca di legno proveniente da una scenografia teatrale appesa nel centro del salone -, della prima casa faentina, di un non meglio identificato monolocale a intreccio... ah, sì, e anche della stanza da pranzo / soggiorno del giornalista che qualche anno fa ci invitò tutti a una cena di natale).
Non so bene per quale mot…
ci sono giorni in cui essere serena è più complicato.
Oggi mi sento molto esposta, come se avessi abbattuto le difese (sì, probabilmente è successo) e fossi provvisoriamente senza scorza .
Ci sono quelli che hanno un ritorno di cinismo, in questi casi.
Io ho improvvisi spaventi, incubi e rigurgiti di magone.

Oggi sono fragile: maneggiare con cura

ma che cosa strana

e niente, ci sono cose strane che rimangono strane. e che non sono raccontabili ma che ti lasciano addosso la sensazione di aver fatto una birichinata, senza che nessuno in realtà abbia niente da dire.
Una cosa proibita che non è proibita davvero, è solo strana. Ma ti fa andare via con il sorriso a mezza bocca, di chi ha combinato una marachella ma sa che sarà una marachella piacevole...
Che è strano l'ho detto? No, perché è strano...

Chiudo lavori come se non ci fosse domani, mentre aspetto che il sito di trenitalia si decida e funzioni e mi permetta - forse, finalmente - di prendere il biglietto del treno per domani.
Ma niente, non se ne parla.
Allora ditelo, che ce l'avete con me...

di feste e altre amenità

"per fortuna" scrivi "questa è una settimana corta, domani è sant'Ambrogio e si sta a casa".

E io cado dalle nuvole. Non mi ero accorta che fosse già sant'Ambrogio.
Come non ho registrato che siamo già a dicembre.
Come mi sono scordata che l'11 è già qui (e i lavori si accavallano e non riesco a chiuderne nemmeno uno... ).
Come non ho (ancora) prenotato l'albergo per l'11 notte, nè il treno per la partenza e il ritorno, nè l'agriturismo per i miei genitori che andranno nelle Langhe a fine settimana prossima.
E non ho messo ordine, non ho completato i testi, non ho... non ho...

In questo dicembre non casalingo, così diverso dallo scorso anno, mi sembra di correre sempre, di essere sempre in affanno, di arrancare dietro a quel che accade, senza mai riuscire a mettermi in pari. Ho paura di non godermi l'attesa del Natale. Ho la sensazione di perdere pezzi per strada. Ho emozioni e pensieri che scaldano qui, in mezzo al petto, ma non so com…

Piove

niente tamerici salmastre e arse, ma pioggia autunnale fredda pungente e continua, per nutrire la terra e per gocciolare sui vetri.
Mi godo gli abbracci, lo sguardo luminoso. Osservo il calendario: è denso e fitto e pieno e ricco. Cerco di portare avanti insieme testa, cuore e pancia. Vorrei... uff. Adesso vorrei incontri, e domeniche colorate, e tanti giochi, qualche risata, molti abbracci.

Ho pensato che quando anche l'ultima doga avrà lasciato il suo posto, ecco, allora sarà il tempo del ritorno. Ma ha un sapore amaro, quel ritorno, e spero sempre che non debba accadere davvero: o meglio, non a queste condizioni.
Ogni passo, ogni cambiamento dovrebbe avvicinarsi a una evoluzione. Non mi piace il sapore delle rinunce e del voltare le spalle ai sogni.

(lo so, non è il mio stile questo. Perdonatemi, oggi avevo bisogno di mettere alcune parole su carta. Anche se è la carta dello schermo bianco)