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Visualizzazione dei post da 2013

Filastrocca di capodanno

Filastrocca di capodanno: fammi gli auguri per tutto l’anno.
Voglio un gennaio col sole d’aprile, un luglio fresco, un marzo gentile;
voglio un giorno senza sera, voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco, sul cipresso il fiore del pesco;
che siano amici il gatto e il cane, che diano latte le fontane.
Se voglio troppo, non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.


(Gianni Rodari)

su gentile suggerimento di una collega - amica da cui ho preso la filastrocca.
Ci aggiungerei pensieri sparsi miei:
Dammi una faccia allegra e un cuor contento, 
momenti da apprezzare e gioie piccole da godere. 
Che siano il motore per le fatiche da superare.

compleanno

E così ieri ho compiuto gli anni.
Per il terzo anno consecutivo il 22 dicembre, peraltro, un amico mi ha telefonato per farmi gli auguri di buone feste, tenendomi a chiacchierare per una buona mezz'ora e dimenticandosi gli auguri per il compleanno. Comincio a pensare che il suo inconscio ricordi la data, ma il suo io cosciente no :D.
Avevo chiesto una torta con le candeline, e la torta è arrivata.
Le candeline non le ho spente *solo* io, ma era previsto ed è stato molto piacevole.
Insieme alla torta c'è stato il cioccolato, lo zapajone caldo, le bistecche impanate con le patate al forno, le cipolle ripiene... il panettone... insomma, un compleanno all'ingrasso. "e pensare che non ho fatto in tempo a montare la panna" ha concluso sconsolata mia madre !!!

E siccome questo è l'anno del "per favore, non facciamo regali. davvero" ho ricevuto "solo":
una enorme catena con chiusura a combinazione, per la biciclettaun libro illustrato e affascinant…

dieci cose

E' solo venerdì, ma mi serve un elenco di dieci cose belle - piacevoli - particolari, per non perdere lo scorrere del tempo. e allora, ecco:

i biglietti con gli auguri di Natale, tanti, colorati, sentiti, arrivati tutti insieme oggi in ufficio. Forse meno degli scorsi anni, ma di certo fatti in modo più consapevole. E' una cosa bellale chiacchiere con le colleghe, che si fanno davanti a un pezzetto di cioccolata comprato perchè "quest'ano siamo così tristi che non abbiamo nemmeno portato i dolci per il periodo prenatalizio": così la fuga a comprare una tavoletta di cioccolata alle nocciole formato gigante da dividere è diventata la scusa per rilassarsi e chiacchierare un momento (e tornare al lavoro con un pizzico di energia in più)il libraio che ormai mi riconosce, e mi saluta, e ha un bimbo dell'età del mio (dal nome improponibile, Attilio) e sa che il mio momento rigenerante mattutino è entrare in libreria, qualche volta uscendone con un libro e qualche vol…
Leggevo di un amico che nell'ultimo anno si è visto drasticamente invecchiato, guardandosi allo specchio. Dice "sono stati mesi difficili, e ne porto i segni sul viso, e sui capelli".
Guardavo le foto dei miei genitori, quando Carlo è arrivato, due anni fa, e le confrontavo con quelle scattate poche settimane fa, notando anche sui loro volti i segni di fatiche e pesi di vita che sono arrivati tutti insieme e che di anno in anno diventa più difficile reggere.
Guardo le mie foto di due anni fa e quelle di oggi, e sì, anche il mio viso e il mio fisico rispecchiano il passare pesante degli anni.
Certo avere scelto di non tingere più i capelli indubbiamente segna un passaggio radicale alla fascia degli "adulti"... ma non è solo quello.

E' più una malinconia, una fatica di vivere, un affanno di sottofondo che affrontiamo di questi tempi cono poca speranza, e con poca gioia.
Eppure abbiamo ugualmente (noi, della mia famiglia di origine) piccoli momenti di gioia pu…
"pronto?"
"ciao sono io (=monica) cercavo Genoveffa (=nome di fantasia per la privacy)"
"(tono scocciatissimo) Genoveffa non c'è oggi, è venerdi pomeriggio, il venerdì pomeriggio è a xxy (=posto di lavoro in ente pubblico)!"
"..."
"richiama lunedì!"

"ok grazie"

ma io cosa ho fatto di male per avere interlocutori così scostanti?
Passarsi il viaggio in treno con il vicino che detta al telefono la risposta da mandare via raccomandata, articolo 8 punto uno del contratto secondo capoverso... secondo quanto in precedenza con voi concordato rispettando la scansione crono economica pattuita in origine...mamma mamma...

tutto accade per un motivo

Ieri mattina , pronta per uscire di casa, abbandono le mie velleità di ingresso in ufficio ad un orario accettabile per colpa di un pianto disperato, del pargolo, risvegliato anzitempo forse per colpa di un brutto sogno o di un rumore imprevisto.
E vabbè, amen, treno perso, prenderò il successivo.
Ma no, pare di no: il successivo accumula progressivamente 20,25,40,55,65 e infine 80 minuti di ritardo. Tutto tempo speso inutilmente in stazione? Nossignori, al minuto 48 rinuncio alla futile attesa e mi catapulto a casa per fare due lavoretti e rientrare in stazione in tempo per il treno delle 12.16 (quello che mi avrebbe fatta arrivare in ufficio alle due).
In stazione "il treno proveniente da XX e diretto a YY delle ore 12.16 viaggia con circa ... 20... minuti di ritardo. Ci scusiamo per il disagio": Evabbè, ma non posso mica tornare sempre a casa scornata. Nonono, questa volta non mollo. Aspetto.
Il treno arriva, salgo, parte... e si inchioda nel bel mezzo della campagna per…

10 cose

Degli ultimi giorni (diciamo, un weekend allargato)

1. Lo spazio per i bambini in Sala Borsa, a Bologna, e i tavoli tondi giganteschi con il piano di gelatina bollosa.
2. In Sala Borsa abbiamo trovato il libro in francese con i colori (il bimbo verde ha mal di pancia, quello rosso è arrabbiatissimo, quello "blanc, il est gourmand").
2.bis La scoperta degli Aristogatti, il cartone animato amore folle del momento (compreso il bagno fatto al gatto Figaro, contenuto extra del dvd comprato dal nonno).
3. Finalmente - finalmente - la messa in scena di un gioco di finzione, mentre io riposavo (o facevo finta di) sul suo letto. Il fatto che la messa in scena sia stata di un bambino che andava a lavorare, e dava un desolato bacetto alla sua mamma che doveva rimanere a casa è un dettaglio...
4. Una buonissima zuppa di zucca e patate, compresa tutta la preparazione del caso (tagliare le patate a dadini, la zucca  a dadini, far bollire il tutto, togliere dal fuoco, frullare ecc) e
5. u…

considerazioni

Mentre io sono qui che medito se spostarmi o meno (ovvero, se cambiare abitazione o meno, se avvicinarmi al lavoro o meno, se chiedere ai miei genitori di spostarsi o meno, se scegliere una città diversa o meno, se ... se... se...), c'è gente che medita di cambiare regione, paese o addirittura continente.
Ho amici che sono pronti ad abbandonare un posto che li ha accolti e resi felici per un po', per spostarsi in un altrove ancora non del tutto conosciuto, diventato per loro il luogo intorno al quale gravitano vita e affetti nuovi.
Altri conoscenti hanno, anni fa, abbandonato l'Italia per la Francia prima e l'Australia poi; alcuni hanno appena fatto il salto per arrivare dall'altra parte del mondo.
Infine c'è un ex collega convinto di non voler fare crescere in una Italia priva di prospettive le sue figlie (per ora ancora molto piccole), che ragiona proprio in questi giorni di lavoro fuori dal Paese (per fare cosa, ancora non è molto chiaro).

E' cambiata la…
Mentre il gabbiano mi scruta dal tetto dell'edificio di fronte, io medito sulle alternative di decorazione per il prossimo Natale. Per una volta sono in tempo, e dunque posso (velocemente) decidere come fare il calendario dell'Avvento, quale albero far entrare in casa e come addobbarlo, quale presepe allestire...
e soprattutto dove mettere tutto ciò.

Non so come mai, ma ho la netta sensazione che passerò il prossimo weekend a mettere ordine sui ripiani di casa, per ricavare gli spazi per tutte le idee che mi frullano in testa.
I soliti pensieri sparsi. Molto disconnessi fra loro...
Ci siamo:  ho quasi finito il maglione iniziato a fine settembre (mancano i polsi, e la confezione conclusiva). Qualcuno mi sa spiegare come mai mi si spaccano le unghie così, senza che io faccia nulla di particolare? Dormire nel letto del piccolo (che adesso dorme in un letto 'da grandi') mi ha evitato due levate notturne, ma la schiena non ha gioito... mi sa che dovrò trovare un altro compromesso. Comunque ho seguito le indicazioni di oltremare, e ho allattato fino all'inizio di novembre (due anni). Ora no, da una settimana piena non più.Sono un soggetto a rischio infarto? Come si scopre? non mi andrebbe proprio di rendermene conto nel modo più traumatico.Tempo di considerazioni generali, sull'incapacità della mia generazione di essere la generazione adulta di riferimento. Trovo che questo sia per certi versi preoccupante e spaventoso. CI manca il senso ampio della responsabilità e della consapevolezza, per sé e…

punto nave

Ogni tanto dicono ci voglia, il punto nave. Capire dove si è, per decidere dove andare.

Io non so se sono in grado di fare il punto nave. O forse sì?
Resta il fatto che oggi, primo giorno di rientro dopo una settimana di fiera e tre giorni di malattia, ho una lista di cose da fare che si autogenera e sembra non finire mai.

Quindi rimando il punto nave a un altro momento, va'

eco... eco... ECCO...

Tempo di fiera. Tempo di giornata festiva incantata davanti all'armadio a dire "questo no, quello no, in quello non entro" e poi esclamare come ogni donna che si rispetti "AAAAAAAAA non ho niente da mettermiIIIIIIII".
Ho di nuovo prepotentemente deviato il mio guardaroba sullo stile sportivo comodo da passeggiata nei boschi, insomma. Ho maglioni in corso e maglioni nuovi o seminuovi (e ovviamente fa ancora caldo per indossare la lana); ho jeans blu scuro e pantaloni comodi, ho scarpe da ginnastica e sneakers. Tutto adattissimo proprio alla cena di gala uno, e alla cena di gala due. Ah, sì sì.. Per rappresentare la mia azienda in fiera, poi...!!!

Così ieri pomeriggio, armata delle migliori intenzioni, ho trascinato mia madre e mio figlio in un negozio di abbigliamento con me. Hanno subito impotenti la mia frenesia, e alla fine siamo usciti dal negozio con pochissimo ma buono:
un miniabito a collo alto e maniche corte - di lana, ça va sans dire - che indosserò co…

aria

Camminando per arrivare in ufficio, il vento portava il fresco e l'odore del mare. Adesso guardo dalla finestra la tenda che dondola al soffio e mi concentro per teletrasportarmi in spiaggia, a camminare con il vento sulla pelle e il sole tiepido e l'acqua a lambire i piedi...

pensieri sparsi (molto sparsi)

(nota a margine: ho spinto pubblica prima di aver scritto il post, direi che è proprio lunedì)

"il Papa dice di ascoltare i nonni" .. e leggo in giro di nonni bestemmiatori seriali, violenti, arrabbiati con il mondo, retrogradi e mai saggi.
E mentre una persona che conosco sta soffrendo per i problemi di salute della suocera (smentendo in modo eclatante i luoghi comuni sull'incompatibilità nuora - suocera) rifletto che ognuno di noi rende generale, e assolutizza, la propria esperienza personale, E quando si deve attingere a un esempio condiviso si pesca sempre (o quasi) dal proprio vissuto.
Ecco perchè è importante che nei primi anni di vita riusciamo ad avere esperienze positive e premianti di affetto, di relazioni, di confronto.
Il Papa che parla di nonni affettuosi e saggi fa riferimento ad un immaginario collettivo, ma anche - ne sono certa - alla sua esperienza personale di bambino molto amato dai nonni, depositari di saggezza familiare.
E' una esperienza che co…

le favole della buonanotte

All'ennesimo calcio in faccia subìto nel periodo che precede il sonno, ho deciso: è tempo del letto lungo grande grosso e SOLITARIO.
(Adesso devo solo trovare il coraggio di smontare casa e rimontarla nella nuova definizione).

Ma il tempo del sonno - e dell'immediatamente precedente al sonno - è sempre stato delicato.

Adesso ci raccontiamo quel che è accaduto durante la giornata, secondo il suggerimento di un bel libricino edito nella collana della Scuola Holden di Torino, con tutti i sistemi adottati dai genitori per superare indenni il momento della nanna.
E così
"sai, ci siamo svegliati abbiamo fatto colazione tu hai mangiato un cucchiaino di miele te lo ricordi? e poi sei andato a giocare nella tenda mentre io ho preparato lo zaino e ci siamo lavati, abbiamo scelto i vestiti e ci siamo vestiti mi hai aiutato a riempire lo zaino hai preso i tuoi pannolini e poi abbiamo messo il giubbotto e le scarpe siamo usciti c'era il nonno che ci aspettava di sotto e ci ha porta…

un lunedì di sorprese

Dovevo immaginarlo, stanotte, quando la sveglia formato bambino ha suonato con irregolare regolarità ogni due ore circa e si è spenta ogni volta solo con abbracci grandi e avvolgenti fino alla nanna sopraggiunta. Dovevo immaginarlo, che questa sarebbe stata una giornata strana.
E' cominciata alle sei del mattino, perchè il cuccioletto ha deciso che "Basta mamma non ho più sonno" [NdR: non parla, che sia chiaro, ma si fa capire].
E' continuata con le corse per prendere il treno (capiterà mai che io riesca a prendere un treno senza correre?) e con un incontro inatteso e molto insonnolito con un amico torinese, che ha passato il weekend a Bologna e che per andare a Milano aveva il mio stesso treno.
E poi la nuova amica che mi ha regalato una palette di trucchi, la collega che mi ha raccontato delle sue prodezze di lavoratrice a maglia, l'altra collega che ha chiacchierato del suo matrimonio ormai solo di facciata.
E il consulente mai visto prima, che si è prestato a…

grafismi

Di solito non parlo tanto di lavoro, ma oggi va così... 

In questi giorni navigo in un mare di arancio, marrone e giallo. Stiamo lavorando sui materiali per la prossima fiera, e per una volta - finalmente - collaboro con una grafica con cui ho sintonia, e che mi permette di giocare con i materiali.
E così, archiviata la questione invito alla cena e menu (sul quale non ho voce in capitolo, sia chiaro... il menu si decide altrove, io mi limito a strutturarne la forma grafica), adesso son qui che mi diverto con le scritte che andranno sulle borse di tela (a patto che riusciamo a far quadrare il cerchio del quante scirtte e dove esattamente), con i nomi e le grafiche che vanno sulle scatolette delle caramelle, e via di questo passo, fino ai pannelli per lo stand.
Per avere un buon occhio, essere convinta dei risultati, scegliere grafiche e stili compatibili fra loro benchè realizzati da persone assai diverse, ci vuole calma. Ci vuole mente fresca e libera. Ci vuole apertura mentale, e bis…

sogni

Questa notte - mattina ho di nuovo sognato.Anzi, ho di nuovo ricordato.
Ma i contorni del sogno, e la trama medesima, si fanno di minuto in minuto più confusi.

C'era Marina, la sorella del (ex)piccolo Marco, adulta. Cioè, come è ora.
Con i capelli lunghi e sciolti sulle spalle, di un caldo color caramello - castagna, che formavano boccoli morbidi. (Degno di nota, perchè Marina - che io ricordi - ha i capelli lisci e biondi). Mi sono incantata a guardare i boccoli, un po' perplessa e un po' affascinata dalla resa di quella specie di molla soffice.
Era un albergo termale, di quelli con le stanze ampie e arrredate un po' vecchio stile. Un atrio ampio, spazioso, elegante, chiaro. Avevamo degli appuntamenti, qualcosa... Marina aspettava fuori, e la signorina dell'albergo mi veniva ad avvisare che ero attesa all'ingresso, appunto. Ma una volta uscita, Marina mi confermava che no, gli altri (?) ancora non c'erano, e che sì, potevo tornare dentro ad aspettare.
Ma n…

vita, passaggi e altre amenità

oggi in pausa pranzo si parlava di incidenti stradali, di vite interrotte, di Marco Simoncelli e di Vigor Bovolenta, dei genitori che sopravvivono ai figli e di chi sceglie di abbandonare la vita.
Era una buona occasione, avremmo potuto approfondire qualcosa, gettare semi di riflessione. E invece niente, non ce l'abbiamo fatta.
I pensieri divagano, non riusciamo a fermarli, la bambina con la febbre, il piccolo come sta? ah, si, è cominciato di nuovo l'asilo, il corso di nuoto, ma tuo marito ha poi fatto quella prova? bello il film, qualcuno sa dov'è andato in vacanza Luca?

Quando smetteremo di avere pensieri volatili e inafferrabili, come volute di fumo che si dissolvono prima ancora che tu le abbia intraviste?

le malattie a catena

ma che bella cosa le malattie a catena...
ne combatti una, la debelli e ZAC ne arriva subito un'altra.
Oppure ne combatti una, virale, e mentre il primo malato migliora e cominci a vedere la luce in fondo al tunnel ZAC si ammala un altro, e via di seguito in una catena ininterrotta di contagi.

Questa volta il colpevole è la gastroenterite, e i contagiati sono due (per ora... )

un post(o) fluido dove tornare

E' il mese dei matrimoni. A dire il vero è anche l'anno dei matrimoni.
Si sposano persone che ho incrociato - conosciuto - frequentato all'incirca tre anni fa.E si sposano in tanti, alcuni  prevedibili, altri assolutamente insospettabili,.
Imprevedibile, il matrimonio di quelli che hanno convissuto (magari più di una volta), all'apparenza ostinatamente ma felicemente contrari all'istituzione matrimoniale.
Poi un giorno un post, un messaggio via email, una notifica in bacheca: "domani mi sposo".

Magari dopo aver avuto un figlio. O anche due.
Così, senza preavviso.

E non l'ha fatto una coppia soltanto, no. Qualche volta si sono sposati senza avvisare, e senza nemmeno condividere "dopo". Solo, di punto in bianco, cambia uno status, cade noncurante una domanda ed ecco svelato l'arcano, il matrimonio insospettabile.

Chissà perchè.
Senza nulla togliere alle altre motivazioni, la maggioranza degli insospettabili, di quelli che si sono sposati &…

Non ho l'età

Sabato in un impeto di entusiasmo ho deciso di partecipare a un raduno -.evento - posto con un sacco di gente ecc ecc.  (sono andata qui)
Ho fatto cose, visto gente (semicit.). Ma soprattutto... ho abusato della mia schiena.

Sì, perchè - nella mia brillante convinzione di essere perfettamente in forma (peraltro non suffragata da alcuna prova, anzi ampiamente smentita anche solo per il fatto che io e la ginnastica siamo emerite sconosciute ormai da anni) - ho ben pensato di andare in giro con il piccolo e senza alcun supporto di altro tipo (no passeggino, no fascia, no...).
Le distanze da percorrere però erano discrete, e (altra genialata) ho portato per il 70% del tempo il piccolo sulle spalle, come ogni genitore che si rispetti. Così mi sono macinata chilometri con 12 kg di ometto a pesare in modo uniforme sulla spina dorsale.
Risultato: ho dormito sabato notte come un ghiro, e con la sensazione di essermi abbassata di diversi centimetri. Ho dormito domenica notte con ancora la medes…

settembre, tempo di migrare...

Ovvero: sta per cominciare la rumba del periodo più trafficato dell'anno, almeno per quel che mi riguarda.
Ho cominciato lo scorso weekend, andando a lavorare di sabato a due ore di treno da casa, continuo domani con una capatina a un evento sulla riviera romagnola che in qualche modo è lavorativo (ma ci vado con il piccolo); proseguo con Firenze giovedì e chissà, forse con Torino il prossimo weekend.
A breve ricomincio con il tormentone annuale... cosa metto alla cena di gala della mia azienda, quest'anno?
Uff...

non l'avrei mai detto

Ma come si supera lo stress psicologico del "tenere duro" di fronte alle micro ribellioni dei figli, senza per questo farle diventare tragedie o insensati bracci di ferro? Ieri sera 25 minuti di "raccogli le carte da terra, che poi salutiamo i nonni e andiamo a casa". Ha attuato tutte le tecniche possibili: ha fatto lo gnorri, ha guardato la tv, mi ha portato sul divano in salotto a giocare al solletico, è andato al frigo, alla lavatrice, su per le scale e davanti alla porta di casa, in bagno e dietro la sedia del nonno a cercare un improbabile sostegno (che per fortuna non c'è stato). Sperando, credo, che io mi distraessi e cedessi (cosa che non è avvenuta). Alla fine ha raccolto quelle ultime benedette cinque carte, ridacchiando. GRRRRR

Habemus corso di acquaticità

Ce l'abbiamo fatta: grazie all'impegno incrociato degli zii (fisicamente in luogo) e mio (al telefono e all'organizzazione) siamo riusciti ad ottenere la fantomatica iscrizione al corso di nuoto - pardon, acquaticità - per il fanciullo quasi duenne.
Adesso dovremo vedere se l'impatto sarà positivo come ci auguriamo. Io sono ottimista, e sono anche pronta ad approfittare delle ore di nuoto libero per fare sessioni aggiuntive di piscina.

Yeah

quando?

Esattamente, quando è che si passa da "persona che ha tutta la vita davanti" ad "adulto che ha fatto delle scelte" (o in alternativa "adulto che ha perso i treni, quelli importanti")?
E poi, le scelte - o le non scelte, le rinunce, i mancati passi avanti - sono sempre una sconfitta, o sono semplicemente una strada diversa?

Io non mi sento incompiuta o poco realizzata o non so... anche se a volte mi piacerebbe avere alcune cose diverse da come sono ora. Ma l'insoddisfazione, anche piccola, fa parte del motore della vita, la spinta al cambiamento ecc ecc.
E invece mi accorgo che molti di coloro che mi circondano non sono soddisfatti, covano piccoli punti bui o a volte grandi e si lasciano spiazzare e mettere in crisi da chi - pari per età o per modello educativo o che ne so - ha a loro parere raggiunto traguardi che erano "imprescindibili". Si trovano ingabbiati in modelli a cui non volevano aderire, invecchiati senza capire bene quando, impri…

il cibo come parametro di giudizio

"Raccontami come sono andati questi giorni in giro" dice mia madre. E io comincio.
"sabato eravamo a Sorbara, abbiamo mangiato un risotto all'aceto balsamico e un semifreddo al lambrusco davvero buoni... Domenica, passando da Padova per andare a Bassano del Grappa, ci siamo fermati in una trattoria sulla riviera del Brenta dove ci hanno preparato spaghetti allo scoglio e tagliatelle alle zucchine. Gli spaghetti erano ottimi, anche se un po' pepati.
Ah, mamma, tuo nipote ha divorato la crostata all'arancia, gli è piaciuta moltissimo. Lunedì abbiamo voluto passare da Asiago e abbiam fatto bene, mamma: un toast così buono, con pane casereccio, prosciutto cotto e Asiago, appunto, era da tanto che non lo mangiavo... "

Eh, oh, niente da fare, per me il cibo (i sapori, la preparazione, il gusto) è importante...

ripresa, o dell'inizo dell'anno

Mi sento come se fossi quasi a scuola: non ancora rientrata a pieno regime, ma pronta a farlo a brevissimo. E come ogni inizio d'anno che si rispetti, anche questa parte densa di progetti e di idee, molte impraticabili, alcune interessanti, altre obbligate.
Lo sport, la ginnastica, muoversi muoversi... Ho comprato la bicicletta (e sono pronta a pedalare), mi sto attrezzando per il sellino per il fanciullo. In questo modo potremo non solo andare in giro in città raggiungendo i parchi più interessanti senza rischiare l'infarto ogni volta, ma potremo anche magari caricare la bici in treno e andare a girare altri posti, senza dover ogni volta affrontare la questione del mal di macchina (che condiziona lui e me). 
E poi... complice l'aiuto dello zio (di Carlo) e fratello (mio), il 9 settembre sarà il giorno nel quale sapremo se c'è posto al corso di acquaticità da fare due volte la settimana (probabilmente il mercoledì o il venerdì, con lo zio, e il sabato con me). Incrocia…
Questa notte me la prendo per sognare la realtà parallela. Quella che è "quasi" vera. Un sogno di una notte di mezza estate, che duri il tempo del sogno e mi lasci leggera e accesa viva

incastri impossibili

L'organizzazione delle vacanze pianificate ma libere, leggere e flessibili, mi mette sempre in difficoltà. Non ho problemi a partire all'ultimo, raccattare quattro cose nello zaino e via, andare: ma mi è difficile pensare in anticipo a dove andare, cosa fare e come sfruttare al massimo i giorni che mi sono concessi.
Quest'anno ci sto provando: ho comprato un quaderno, un piccolo 'diario di bordo' dove segno tutte le cose interessanti che mi vengono in mente e che mi piacerebbe fare, prima che il turbinare dei pensieri le faccia sparire, soppiantate da necessità più urgenti - pressanti - rilevanti o chissàche.

Così mi sono accorta che manca una settimana alla partenza, e che mi mancavano alcuni fondamentali: ieri siamo andati a fare compere.
Il bottino di queste compere? Un paio di bermuda con i tasconi, da viaggio; un paio di pantaloni leggeri lunghi, un paio di sandali. In aggiunta, un camicione copricostume (del quale non sono affatto convinta, ma dopo millemila …

la formazione on demand

ancora appunti di post sparsi, che ogni volta me ne vengono in mente e poi mi lascio trasportare dagli eventi. 
Discussione in riunione, l'altro giorno. Stavamo analizzando il target di pubblico di una tv di nuova creazione, e nel discorso qualcuno parla della totale perdita di potere della tv tradizionale. Si discute della capacità dei ragazzi di andarsi a cercare i programmi interessanti. Un collega racconta la sua esperienza con la figlia diciottenne (lui ha scoperto un telefilm interessante, va a dirlo a lei, che lo guarda un po' perplessa e gli comunica che sì, lei lo conosce, ha già visto tutta la serie in lingua originale. Due anni fa  - se vi interessa, si tratta di Glee).
Un altro collega, attento esploratore di tendenze e di novità (per carattere e non solo per lavoro) ammette di aver parlato con adolescenti e di aver compreso che nonostante tutto lui è indietro di almeno un anno... insomma, le mode cambiano e gli adulti faticano a tenere il passo.

Nessuno pareva pre…

ESTIVO

Ricapitolando: due anni fa all'inizio di agosto partivo con la mia panciotta di quasi sette mesi per andare in montagna. In val di Fassa, a Canazei, Hotel Fiordaliso.
Una meraviglia.

L'anno scorso a fine giugno andavamo, in due, al mare. In Toscana, a Torre del Lago. e a Genova, all'acquario, a inizio agosto.
Una scoperta.

Quest'anno, a ferragosto o poco meno, andremo in due al lago. In alto Lazio, sul lago di Bolsena...
la novità.

Ma l'anno prossimo montagna, di nuovo: la nostalgia mi prende alla gola...

appunti di post sparsi

Ho briciole di idee per i post, tutte emerse stamattina dai resti della colazione. Se non ne prendo nota, andranno perse come avanzi non considerati.
Ecco dunque.
Il piccoletto cresce a vista d'occhio, e si prepara per una adolescenza di notti dalle ore piccole e dagli spuntini agli orari più inverecondi: stamattina, dopo il consueto biberon di latte, è andato a casa dei nonni, ha aperto il frigo, trovato gli avanzi del suo pranzo di ieri (preparato da me: bistecca al burro già tagliata a bocconcini, e fusilli con zucchine), preso il piatto e spazzolato tutto quello che conteneva, senza batttere ciglio. La fame è fame.

I mobili: quando ero ragazzina, imbottita di immagini delle riviste chic di arredamento (il fatto che stessi per scrivere abbigliamento è un interessante lapsus), ero convinta che ciascuno scegliesse come e con cosa arredare la sua casa. Come se la casa fosse una sorta di tela bianca imbrattata dai colori e dagli stili della tua personalissima tavolozza del gusto.
N…

chiacchiere da bar

Anzi, da edicola.
Sono per tradizione una frequentatrice delle edicole.
Viaggio molto, sono pendolare per lavoro, e trasfertista per disponibilità (sia pure estremamente parziale). E dunque è normale, io credo, che io abbia dimestichezza con edicole ed edicolanti.
Addirittura, credo che la mia disinvoltura nel frequentare questi negozi in miniatura strabordanti di oggetti del desiderio, fumetti colorati, settimane enigmistiche, riviste, giornali e perfino libri, nasca dall'infanzia, quando andavamo a passare l'estate in campagna dagli zii e vicino ai nonni, e la Noris (l'edicolante) ci permetteva di consultare i fumetti e guardarli e sfogliarli con calma, sapendo bene che alla fine li avremmo comprati con i soldi dati da mamma e papà per i giornalini, appunto.

Ma sto divagando.

Dicevo, sono per tradizione una frequentatrice delle edicole. Ma se spendessi tutto quello che potenzialmente vorrei spendere in edicola, lo stipendio durerebbe poco o niente. Così ho di recnte pres…

le mie piante

Non so come, ma mi ritrovo sempre a prendermi cura delle piante, di casa e non. E anche ora, nonostante il mio pollice quasi nero, ho di nuovo piante da curare e fiori da trattar bene...
Ecco dunque ora la disposizione dei vasi in casa e fuori

In casa:
uno spataphillium che faceva fiori viola (ora non so, non è più fiorito) e che a quanto pare bivacca rigoglioso in cucina, di fianco alla lampada
un'orchidea omaggio dei miei genitori per un qualche compleanno, immemori del fatto che io non amo particolarmente le orchidee... Ora si è comodamente sistemata dentro un cestino oblungo, tenuta sollevata da una manciata di noci, dopo aver cappottato più volte per colpa del vaso leggero e delle foglie immense e pesanti. Anche qui, per ora, niente fiori (ma radici e foglie verdi e rigogliose)

sul pianerottolo, residuo della vita familiare con mio fratello:
un tronchetto della felicità - anzi, una dracena fragrans (costola del tronchetto principale, che mio fratello ha trasferito insieme ai mob…

Camminare

Dunque: è partita anche da noi l'iniziativa del "camminare tutti insieme". A seconda dei luoghi, si chiama in modi diversi: ma sempre nel nome si trova il nome della città e qualcosa che fa riferimento al cammino, camminare, passi e simili.
Primo appuntamento, la scorsa settimana: 260 persone di tutte le età a marciare insieme per far passare il tempo, fare un po' di attività fisica, chiacchierare e riscoprire i dintorni di casa "non da soli". Io mi sono aggregata arrivando (tardissimo) direttamente dall'ufficio. E ho marciato per pochi passi, a confronto: il percorso ufficiale era di circa 5 km, io ne ho percorsi la metà.
Oggi ho visto il programma - percorso per venerdì sera (dalle nove in poi)... sono di nuovo circa 5 km, a passo sostenuto, che percorro necessariamente prima di cena, visti i miei improbabili orari.
Se riesco a tenere il ritmo, non avrò più bisogno di fare ginnastica per dimagrire... op op op

novità

prima novità: ho deciso la meta estiva.
Si porta dietro un sacco di organizzazione, ma anche l'idea che sarà un "buon tempo". Sarà in un luogo non conosciuto (e quindi mi attira), con gente che mi piace (e quindi spero andrà bene) che ha voglia di passare del tempo con noi due (e questa è la miglior garanzia di buon tempo).
Certo, significa purtroppo saltare la festa di ferragosto, quella che ormai da anni è un appuntamento immancabile della mezza estate. Proverò a recuperare in altro modo: del resto quest'anno abbiamo anche saltato la cena ai rioni con le amiche storiche, probabilmente è segno di un tempo che sta cambiando.

E se il tempo sta davvero cambiando, sarò in grado di essere resiliente?

e' arrivata l'estate

Il caldo è caldoso, ma non troppo. Le giornate si dipanano senza troppa ansia, la testa starebbe volentieri al mare.
Siamo al secondo semestre di questo affannato e affannoso 2013, e mi chiedo cosa ne sia stato del primo.
La vita del quasi duenne scandisce i miei ritmi e i miei tempi, che ormai si misurano in "quanto ci vuole per prepararlo a questo", "in quante settimane riuscirò a fargli accettare quell'altro" (ora il dilemma e la forza di volontà vanno tutte concentrate sul definitivo abbandono dell'allattamento, ed è complicato. molto).
Ogni tanto ricevo piacevoli conferme, e ottimi lavori di cui sono fiera.
Compro libri - sempre meno, a dire il vero. Scrivo - un po' di più di prima.
Mi accorgo che i miei pensieri non divagano, accidenti a loro: sono spesso ancorati al quotidiano e al pratico, come mai prima d'oggi.
Osservo meravigliata e sorridente bellissime foto scattate sabato a Ivrea, e medito di farne ingrandimenti da appendere a casa.

pezzi di me

Quando torno a casa dopo un'intera stressante pesante e faticosa giornata di lavoro e vedo un signorino alla finestra in braccio alla nonna che mi aspetta e sorride... e poi, quando arrivo in casa e il medesimo signorino mi accoglie all'ascensore, e poi scappa per farsi rincorrere e per venirmi incontro correndo lungo tutto il corridoio con il sorriso, e tuffandosi tra le mie braccia...
ecco, quando la giornata è stata particolarmente faticosa io a questo punto mi commuovo e piango. E lui mi abbraccia stretta stretta

In riunione

Interculturalità, promozione, bambini, il perchè delle esperienze, comunità linguistiche significative...
La persona che parla ha un tono e un modo di esporre che non aiutano l'attenzione e la concentrazione: un modo elegante per dire che mi sto annoiando. Ma sono bravissima a fare finta di prendere appunti.

Certo, la signora paga la nostra trafila infinita di incontri, cominciata stamattina alle 9.30 e ancora non interrotta, finora.

Deliri notturni

Insonne. Sono le 4.40 e mi rigiro nel letto. Tra un'ora suona la sveglia...
Ci sono tante persone con cui non riesco più a parlare. Come se tra noi ci fossero spessi muri gommosi. Non so se riusciremo a buttarli giù: non ho strumenti adatti per farlo e nemmeno energie sufficienti per azzardare tentativi. A volte mi chiedo anche se mi interessa.

Poi ci sono persone affini all'apparenza e dissimili (poco, molto, chissà?) nella sostanza.
E ce ne sono altre lontane, di primo acchito, che si rivelano insospettabili affini.

Compito per san Giovanni:lasciare che il cuore ridisegni la mappa emotiva dei vicini  , dei prossimi e dei lontani.

Lunedì, crèpe alla moda dell'adriatico

Un calzino, bollette da pagare già pagate e scadute e da buttare, due penne, le chiavi di casa della macchina dell'ufficio, un avanzo sbriciolato di focaccia, i documenti.
Nella mia borsa del lunedì mancano le cose utili allo spirito e al corpo, ma abbonda il caos.
Non ci sono libri (ordinatamente riposti ieri sullo scaffale, come accade una volta ogni un..du...enne mesi) nè quaderni per prendere appunti, non c'è telefono (scarico e abbandonato sulla scrivania) nè fazzoletto, pettine o mascara, e nemmeno lucidalabbra o acqua.

No. Oggi avrei volentieri abdicato all'inizio settimana in favore di una domenica di riserva, una aggiunta di casalinghitudine, un ritaglio di quotidianità familiare.
E pensare che ho passato la giornata di ieri a pulire e riordinare, a cucinare e rassettare.

Ho bisogno di fare ordine esteriore, perché necessito di ordine interiore.
Deve essere quello...

Intanto, nota al margine, preparo itinerari mini vacanzieri: il prossimo giro, tra due settimane, …

di viaggi e di respiri

Ogni tanto partecipare a riunioni dove non si parla esclusivamente di cose già viste, già fatte, già note, è come una boccata d'aria in un mondo che mi sembra sempre uguale a se stesso, bizzarramente ripetitivo e conosciuto.
Quando il mio lavoro mi porta a vedere "come funziona", "come si fa", e delle cose che vedo comprendo le dinamiche nascoste, ecco: allora sono soddisfatta. Mi sembra di avere reso produttiva la mia giornata, di avere aperto la mente (ancora un pezzettino), di aver conosciuto un po' di più del mondo.
Adesso sta a me: sta a me trasformare la conoscenza nuova in lavoro, in comunicazione, in conoscenza anche per altri. Sfruttando al meglio le competenze che possiedo, e giocando sul filo del rasoio delle risorse a disposizione, potrebbe venire fuori un bel lavoro.

Aneddoti del mondo 'altro'... Sapevo della neve artificiale che ogni giorno inneva la pista coperta all'interno del centro commerciale, ma che a Dubai ci fosse anche il…

co.co.co.co.co

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"maamma. Mamma? maamma!"

Ieri siamo andati in campagna.
O meglio, ieri abbiamo vissute tre giornate in una.

Nella prima giornata, ci siamo alzati, abbiamo fatto colazione al bar, siamo andati a trovare i nonni, abbiamo giocato a palla, siamo andati a spasso fino al Museo (che ha davanti un bel prato), abbiamo sperimentato la bellezza delle discese piccole, e poi siamo tornati a casa addormentati. Io ho preparato e mangiato zucchine ripiene (bellissime, ma non molto buone) e spatzl al burro e formaggio (non molto belli, ma buonissimi). fine della prima giornata

Nella seconda, siamo saliti in macchina e siamo andati in campagna dagli amici: abbiamo dato da mangiare alle galline nel pollaio, conosciuto un pavone in piena muta da corteggiamento (anche se un po' perplesso e agitato, visto che gli manca la compagna), scoperto la casetta dell'eremita (che contiene al suo interno spartiti musicali, un leggio, una poltroncina e una scaletta), fatto fare amicizia alla guancia …

distante

Mi sento distante da molti. Lontana da altri. Vicina in modi imprevisti a chi è amica dentro.
Raccolgo le sensazioni come se fossero bricioline e non ho le energie per metterle insieme in modo coerente.

Ci sono persone che mi hanno accolta come famiglia e che io accolgo come famiglia e non so bene nemmeno come sia successo: il marito della compagna di liceo, il regista, la scrittrice. Loro sono, inspiegabilmente, affini. Sono di quelli che vado a trovare volentieri, di quelli a cui parlo volentieri, di quelli con cui non faccio cerimonie.
Poi ci sono le amiche storiche, con cui ci si allontana e ci si avvicina e poi di nuovo, in un'onda che la vita porta avanti e indietro. Ma di quelle con cui ci si sente almeno ogni sei mesi, e ci si impegna per vedersi almeno una volta l'anno: perchè sono ormai quasi 30 anni che le nostre vite si mescolano, anche da lontano.
Poi ci sono le amicizie nuove, affini impreviste, ora coinvolte in avventure grandi come la vita stessa. Amicizie che …

ricordi all'improvviso

Una persona in rete chiede pareri e sensazioni legati all'anestesia.
E? subito primavera 2009, quando dopo l'intervento (l'unico della mia vita fino a quel momento) mi sono svegliata dall'anestesia.
La fatica immane del risveglio.
Ho ancora nettissimo il ricordo del non riuscire a parlare. Eppure sentivo quel che veniva detto intorno.
Avrei voluto mandare via tutti, non riuscivo ad articolare bene le parole, mi dava fastidio sopra ogni dire sentirmi così impotente...
Mia madre mi ha guardata negli occhi e ha detto chiaro e tondo
Adesso. tutti . fuori. SUBITO.

credo di non averle mai voluto così bene come in quel momento

Fattorie didattiche

Vediamo se riesco a recuperare un po' di post perduti nella nebbia... 
questo è quello sulla fattoria didattica (che ha lasciato il raffreddore e qualche strascico di nervoso, ma che ha avuto una serie di begli effetti collaterali, non ultima la gita piemontese del fine settimana che sta per arrivare).

Domenica scorsa siamo andati in formazione al gran completo alla fattoria didattica più vicina, tra quelle che sono state scelte dalla regione per aderire al progetto Fattorie didattiche aperte, in Emilia Romagna. 
Con la scusa di portare Carlo a vedere e conoscere il mondo della fattoria, abbiamo fatto una vera e propria gita (benchè di poche ore, una manciata appena).
L'eccitazione degli adulti si è trasmessa al piccolo, che non ha voluto addormentarsi all'ora consueta, ed è crollato in macchina durante il tragitto, per svegliarsi a visita ampiamente iniziata. Però ha visto la famiglia di asini, il maiale di razza mora romagnola, le api... e soprattuto, come una vera calami…

OPS

Una bimba conta in inglese e in italiano, e poi elenca alla rinfusa i giorni della settimana... e Carlo ne è rapito e vuole rivedere il video per almeno tre volte, prima di andare in giro per casa con gli occhi brillanti e un sorriso allegro stampato in faccia...
Agata ha fatto colpo ;)
Fattorie didattiche. Un post sulla scrittura e sullo scrivere.
La primavera. La dieta. Lo scoraggiarsi.
L'idea di darsi obiettivi precisi, a medio termine, e smettere di vivere arrancando dietro alle cose che accadono.
La necessità di trasferire qualcuno nel suo letto.
La necessità di una baby sitter ogni tanto, prima di erodere tutte le energie della nonna.
Andare di nuovo via: Torino.
Milano.
Roma.

Le riprese per il nuovo video.

Abbiamo scritto: quello di cui vorrei discorrere, ma non ho tempo per farlo... 
le tre di notte.
diluvia, ma è cominciato come un forte temporale.
e a me i temporali fanno paura, da sempre... mi domando quanti altri weekend così ci vorranno, prima che io riesca ad ingranare.
ma magari è solo il problema di oggi.
magari domani è già passato.

ah, continua a piovere, sì. ma penso dormirò ugualmente .

dicevamo, i sogni

terza notte di fila. Stavolta il sogno riguardava parcheggi dai quali tentavo di uscire, di sera, con decisione ma senza sapere bene dove fosse l'uscita; e case mansardate su due piani, dove portavo le amiche a fare il giro e a vedere la stanza di mio fratello. Un terremoto inatteso faceva franare (?) -con tanto di sassolini che corrono giù come da uno scivolo- una parte della casa, quella mansardata: le prese a muro, quelle in basso, finivano sotto il livello del pavimento. Eppure a fine scossa si stava ugualmente, anche se un po' più nello stretto.
Rassicuravo le amiche in visita.
Poi mi sono svegliata.

inconscio riattivato, sogni - part.. ennemila

Anche stamattina all'alba ho sognato. In quello scampolo di tempo tra la prima sveglia e la seconda (circa 10 minuti) il mio inconscio si riattiva e recupera tutto il tempo perso durante la notte.
Così sogno, di corsa, con il cervello che va a mille.
Stamattina la corsa era anche nel sogno: complice la rilettura di Schegge di Liberazione, mi sono trovata a Roma , sul ponte di Castel Sant'Angelo, insieme a molti altri che non riconoscevo (ma la cosa non era rilevante). Marciavamo in manifestazione verso la città del Vaticano. Manifestavamo cosa, non so: ma so che ci guidava lui (del resto il mio inconscio pesa dal reale) e che , come è nella vita vera, si dimostrava entusiasta e molto convinto.
Io non facevo altro che continuare a marciare insieme agli altri, al passo degli altri, borbottando "Ma aspetta. Ma non così in fretta. Aspetta un attimo, mannaggia"...

primavera

Non riesco ad uscire da questa impasse di vita che ha asciugato la mia capacità di raccontare il reale. Trovo rifiugio in questi gionri nelle parole delle Schegge di liberazione dello scorso an..NO, di due anni fa. Ma è un rifugio provvisorio, che non mi dà soddisfazione, e anzi mi fa sentire ancor meno realizzata.
Come se mi fossi incagliata in un tempo imprecisato, che potrei identificare con l'estate scorsa. Arenata, ferma, stanca.

Sto riprendendo piano - con la sola forza di volontà, ché la voglia invece manca proprio -  a respirare per bene, profondamente: ogni volta che lo faccio mi formicola tutto, i polmoni, la testa... lo sguardo si appanna e tenta di andare lontano, incagliandosi sulle pareti della stanza. Ci sarebbe bisogno di andare, di fare, di creare, di muovere... di viaggiare.
 Ma la quotidianità tiene pervicacemente agganciati alla terra, al latte fresco da comprare ogni giorno, alle cozze ("Sì, gliele faccio mangiare, se le vuole" "Ma come? non si…

Sì, sognare. Ma non di me.

No, volevo scrivere una cosa ma me ne è venuta in mente un'altra, quindi ha vinto il pensiero riemerso dalle nebbie.

Ho sognato Valter. Questo qui. 
L'ho sognato che mi accoglieva in una cucina da ristorante (non la sua, non l'ho mai visto lavorare in una cucina così bianca e tecnica come quella del sogno). Sorrideva ed era sereno, più pacato del solito (nella vita vera, Valter aveva sempre troppe cose per la testa e troppe persone intorno per riuscire a fermarlo, ed era alternativamente distratto o fin troppo presente).
Parlava con calma, mi dava saggi consigli e  mi mostrava questo bel posto che era la sua cucina.
A ripensarci, mi dava la stessa sensazione che mi diede, sempre in sogno, la nonna Ottavia qui

Spero sia un buon segno, per entrambi (e anche per me).

veloci messaggi sparsi

per gli amici che leggono da un altro continente e non scrivono "a casa loro" da diversi giorni: tutto ok? Non fatemi preoccupare... per le tre - quattro lettrici silenziose e attente: state bene? noi qui tutto bene, a parte l'allergia . Che lo so, voi sareste contente del caldo: io invece sono contenta che sia tornato un imprevisto rigurgito di bassa temperatura, che se non altro non permette ai pollini di vagare troppo..per la mamma di riccardo e michele: che bella giornata, quella di domenica! spero capiti presto un'altra occasione, che stare nei prati (nonostante l'allergia) è tonificante per l'umore, oltre che divertente.
 per la creativa di turno: sai che non mi hai detto quand'è che dovrebbero farti sapere qualcosa per quel concorso di scrittura per cui ho contribuito pure io? Sto ancora incrociando tutto..
per tutti: sono viva, siamo vivi. Con poca voglia di fermare i pensieri e poco tempo per farlo (ma è più la voglia, che non aiuta... ): presto …

dei sentimenti

Leggo di gente che fa le mattane solo per riuscire ad incontrare la famiglia per una manciata di ore (dove per famiglia si intendono i nonni, o i genitori, o i figli, il marito, la moglie - senza distinzioni).
E penso che sì, è vero, è cosi: l'amore familiare, che sia di famiglia scelta o di famiglia ricevuta in dono, si nutre anche di presenza fisica, di chiacchiere, carezze, sguardi non mediati da monitor o altro.

E penso che mi manca la nonna Ottavia, tanto. Aprile 2010: sono già passati tre anni. Manca anche la zia Germana, con quel suo modo silenzioso e distratto di voler bene che tanto somiglia a quello di mio padre, e la zia Maddalena con il suo esserci sempre, affamata di presenza e di famiglia (fu lei ad educarmi al senso di famiglia, anche nelle piccole cose: l'altra zia, Esterina, non era brava con i bambini, ma lei le voleva bene e mi portava ugualmente sempre a "salutare la zia Esterina prima di andar via". Lo faceva per affetto nei confronti della cogna…

ESTRATTO DA "MI FA MALE IL MONDO" di Giorgio Gaber

"... [si parla del debito delo stato... 2 milioni di miliardi... era il 1994]
 Ma con chi ce l'abbiamo? con chi? A chi li dobbiamo, questi soldi?Questo non si sa. Questo non ce lo vogliono dire. Che vabbè, se li dobbiamo a qualcuno che non conta... vabbè, gli abbiamo tirato il pacco, finita lì.
Ma se li dobbiamo a qualcuno che conta
2
milioni
di miliardi
...
prepariamoci a pagare in natura."

e poi

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Poi ci sono le cose che accadono, e io che rido a crepapelle, senza riuscire a smettere, come ho riso allora, quando l'avete raccontato a una delle più belle cene della mia vita e pensavo fosse impossibile che accadesse "davvero". Ok. adesso lo so: accade davvero.

Mercoledì rosa

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Ho deciso di partecipare alla realizzazione di pezze di stoffa colorate, tutte rigorosamente rosa, che verranno usate per ricoprire alcuni elementi di spicco in città il 12 maggio prossimo.
Ho comprato tre gomitoli rosa. ma rosa rosa rosa, proprio. Giro con i ferri da maglia e il gomitolo nella borsa, per lavorare durante gli spostamenti.

Obiettivo: tre pezze, 30x30 cm, da consegnare entro il 27 aprile.

Avevo voglia di creare qualcosa con le mani, intanto che la mia testa macina idee.
La sera, ora, mi addormento con questo video di sottofondo....

Ingrata, critica, o solo obiettiva?

Forse vi è sfuggita l'esperienza fotografica di gennaio.
O forse no.
Comunque, eravamo andati a fare da "modello per un giorno" (non io) e "accompagnatrice - controllore del modello" (io).
Una bella giornata di gioco e di divertimento. Ma anche un momento prezioso, per me, per valutare il lavoro del fotografo che avevo già incrociato in altri momenti e che - devo essere onesta - non mi convinceva. Il giudizio nei suoi confronti era sospeso, nella convinzione di non conoscerlo abbastanza da poter criticare.
E poi, per contro, molti me ne avevano tessuto le lodi, e quindi mi ero tenuta da parte le mie perplessità in attesa di smentite o conferme.

La giornata di divertimento non aveva fatto che acuire alcune mie perplessità: far entrare i bambini prima di aver completato l'allestimento dello spazio? un errore tattico, secondo me, nel coinvolgimento dei piccoli soggetti. Pretendere che il modello in questione stesse fermo per più di dieci secondi? Hm...altro er…

epifanie

Micro novità. Piccoli passi avanti. Nervosi appena accennati.
Le amicizie ho sempre pensato andassero coltivate per bene, con cura, per riuscire a farle crescere. E ci vuole attenzione da entrambe le parti, affetto, piccoli passi in avanti e la voglia di intrecciare le rispettive vite.
A volte ci si perde per strada, a volte ci si recupera per vie impreviste. A volte, semplicemente, ci si vuol bene. Basta poco, una telefonata ogni sei mesi, sapere che si esiste per l'altro o l'altra, anche se da tanto non ci si sente.
Cleme va in Argentina. L'ho sentita per la prima volta emozionata: le auguro davvero che sia un viaggio bello, denso, pieno e ricco. E che torni rigenerata.

L'altra sera dormire sembrava essere complicato. Così, visto che il sonno non arrivava, ci siamo messi a giocare alle pernacchie e agli sbruffi sui piedi e sulla schiena e sul collo e sulle braccia.
Poi, rilassati e tranquilli, stesi uno di fianco all'altra, ci siamo guardati negli occhi e ci siam…
Un sabato bello, una passeggiata per la fiera Fa' la cosa giusta, un incontro lavorativo interessante e una scoperta che mi ha intenerita (se metto Carlo nello zaino a spalle, di stoffa, dal nome difficile da ricordare, lui sta buono e pacifico, si addormenta e mi permette pure di fare lunghe chiacchierate di lavoro).
Una cena strana ma piacevole, epifanie di tristezza, vedere che le cose cambiano, scoprire che altre non cambiano, addormentarsi mentre fuori i fiocchi di neve turbinano ostinati.
Una domenica di pioggia, i treni e la meraviglia (si trasmette anche questa, come la predisposizione al dolce o al salato? mah), il giardino sotto l'acqua, una bellissima gatta rosa e un minuscolo pupo (davvero ci si dimentica di quanto potevano essere piccoli all'inizio). Il sonno, tanto sonno... lunghi pisoli pomeridiani, chiacchiere, cena, chiacchiere e ancora chiacchiere prima della tanto agognata nanna.
Un lunedì di scoperte, il tram, l'autobus, il taxi, i giochi, gli altri…

Niente da fare

ci sono volte in cui riesco con un colpo di spazzola a sistemare la chioma più riottosa e ostile. Ma non oggi. Questa mattina i miei capelli hanno gridato all'attentato, quando ho proposto loro di scendere a più miti consigli e abbassare pretese e cresta. Oggi dunque giro con capelli ribelli, ostinati, ingovernabili e irragionevoli.

Come l'Italia, direi...

terza bozza

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Ho tre post in bozza. Uno parlava di alimentazione. Uno di viaggi. Uno di frivolezze del weekend, e di cose belle della settimana.
Questo è il quarto, e stavolta, sia come sia, verrà pubblicato.
Non riesco a fermare i pensieri? e allora via, lasciamo che fluiscano tutti insieme (anche se so bene che sarebbe più interessante leggere di una cosa sola, magari scritta meglio di così).
E insomma: è stato il compleanno di mia madre, e l'abbiamo festeggiata come si deve, anche se non con molto sfarzo. Ho scoperto che le piacerebbe riempire una parete di fotografie e mi sono data mentalmente della stupida. Più di una volta, infatti, ha detto che lei sì, sarebbe persona da fotografie e cornici sparse per casa, ma che mio padre invece no e allora non ne hanno mai avute tanto, ma a lei sì, piacerebbe vedere le foto in giro...
Compito per il mese: cercare una lavagna portafoto,
un portafoto, un pannello magnetico o qualcosa
che possa fare contenta la mia mamma

Viaggi: ho una voglia impellente …

giorno settimana mese anno...

Sono giornate impegnative, queste. Di programmazione di lavori e di ore che volano. Di bollette da pagare e di pochissimo tempo per controllare i conti di casa. Di panni da stirare, di lavatrici da stendere e da ritirare di corsa, sotto la pioggia battente.
Il mio aspetto riflette questa corsa: sempre stropicciata, sempre di corsa, sempre con piccoli pesi sulle spalle.

E' per quello che gli abbracci, le coccole, le arrampicate, le risate, il gioco del ponte con i piedi di mamma... tutti questi momenti diventano un'oasi necessaria, e rigenerante.

Zapatos Rojos: l’arte contro la violenza di genere | ContemporaryArt Blog

Zapatos Rojos: l’arte contro la violenza di genere | ContemporaryArt Blog
SABATO 2 MARZO ORE 11 PIAZZA CASTELLO TORINO. ANDATE CON UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE
Avevo comprato il nuovo romanzo di Fred Vargas, per leggerlo in treno. Ce l'ha mio padre e non credo lo rivedrò più (almeno per ora).
Avevo pensato di riposare serena, stanotte. Ho sognato la morte di mia madre.
Mi sono comprata una matita marrone scintillante per gli occhi, pensando di aver trovato il cosmetico che fa per me. Mi bruciano gli occhi da quando l'ho messa...

allora ditelo, che oggi non è giornata!

il giorno dopo

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Il giorno dopo, siamo praticamente ingovernabili.
E io sono basita
Non so bene cosa aspettarmi, ora.

Non condivido ma posso comprendere le motivazioni al voto ai grillini nato dalla pancia, dalla speranza di ribaltare profondamente una situazione sempre meno controllabile e sempre più allo sbando. Comprendo ancora meno, sempre sul voto grillino, la deriva populista di chi dice "sono tanto dei bravi ragazzi, votiamoli": come se gli entusiasti degli altri partiti fossero meno giovani, o meno bravi (ne conosco, di "tanto bravi ragazzi", sia a sinistra che - anche se decisamente meno - a destra).

Quello che non comprendo è il voto a Berlusconi. Al popolo della libertà, o pdl che dir si voglia. Ecco, quello non lo capisco per niente. Non capisco come si possa credere all'imbonitore, al rimborso dell'imu, alle promesse elettorali sempre uguali da vent'anni a questa parte, al saltimbanco che sarebbe capace di vendere ghiaccio al polo nord ed è riuscito a fare…

neve

continua a nevicare ininterrottamente da ieri sera. Ma è nevischio. Acquerugiola. Di quella neve antipatica che crea pantano e rischia di trasformarsi in ghiaccio la sera.

Un'acquerugiola che si infila fin nei pensieri.
Eppure i miei sono apparentemente positivi. Forse. Credo. Boh
E' che si accavallano tutti insieme, non riesco a portarne a termine nemmeno uno e invece devo. Assolutamente, devo.

Questo post, per esempio, è già stato abozzato almeno 4 volte con 4 argomenti diversi. E uno di questi - il solo che al momento riesce a sopravvivere - è quello che meno piace agli amici mozambicani... abbiate pazienza, è tanto che non passa di qui ...

l'oroscopo di internazionale, per me
Ti passi il filo interdentale mentre mediti?
Mandi sms mentre ti radi o ti trucchi mentre guidi?

Se è così, probabilmente stai andando troppo in fretta e cercando di fare troppe cose. Perfino in tempi normali, questa non è una buona idea. Ma la prossima settimana sarà assolutamente tabù. 
Hai bisog…

letture della sera e pigre divagazioni

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Lo so già: leggo solo quel che mi consente di scollegare il cervello per davvero. Quindi niente letture impegnative, nessun libro di peso, nessun romanzo di quelli che ti inchiodano alla sedia. Perfino Montalbano in certi momenti si rivela troppo impegnativo.

A casa, la sera, al momento della nanna, sono due i libri che tengono banco in questi giorni (anzi, diciamo pure tre). Della new wntry parlerò magari i prossimi giorni. Quelli che invece sono i protagonisti delle letture serali sono:

perfettamente in linea con quello che accade tutti i giorni.
E' abbastanza gradito dal piccolo di casa, che ne sta cominciando ad apprezzare ora le sorprese (ogni pagina ha un'aletta da sollevare, che nasconde qualcosa).

poi c'è questo


che credo si rivelerà prezioso (vedi anche il link, cliccando sulla copertina).

Considerazioni

Sto rivalutando l'importanza del quadernetto per appuntare quelle epifanie silenziose che di solito mi arrivano in autobus, quando ho smesso finalmente di pensare a tutto quel che va risolto in giornata e mi concedo un attimo di tregua, per riflettere su come affronto le incombenze quotidiane, o quelle di medio o lungo periodo.
 I pensieri sparsi di oggi
prima categoria - le cose da fare o che vorrei fare o che mi piacerebbe riuscire a fare (progetti concreti)
Ho intenzione di mettere in funzione la bicicletta di mia cognata (che lei non usa per paura, per pigrizia, per ... non so): certo, mi toccherà di alzare parecchio la sella, e non certo perchè io sono *così* alta, ma perchè al contrario lei teme moltissimo di cadere, andando in bici, e ha chiesto di poter toccare *bene* = e perciò pedala con le ginocchia in bocca. domani potremmo andare  al parco, a guardare gli animali. Ma non sono certa di riuscirci, temo molto l'incastro delle organizzazioni (mia, di mio fratello, di …

influenza

sono stata male. Abbastanza, anzi direi un po' di più. Non che ora io sia in perfetta forma, ma occhi gonfi, voce rauca e naso tappato a confronto di come stavo prima sono praticamente "il nulla". E in ufficio il riscaldamento non va...
E gli incubi appena chiudi gli occhi, quelli dove li mettiamo? Con mia madre pronta ad andare al gran ballo di carnevale del principato di monaco. io nel dubbio. Mobili che scompaiono e temporali in arrivo. Però scriverlo qui (edit - dopo due giorni) mi ha aiutato a ricordarlo

il giorno prima di

Ancora una trasferta, ancora un giro. Domani, e poi il 6 febbraio, e poi il 13 e poi forse il 15... ricomincia il giro del "oggi vado a Milano. Ah, anche la prossima settimana sì".
Il 13 febbraio mi fa effetto...

le parole che non ho detto