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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

distante

Mi sento distante da molti. Lontana da altri. Vicina in modi imprevisti a chi è amica dentro.
Raccolgo le sensazioni come se fossero bricioline e non ho le energie per metterle insieme in modo coerente.

Ci sono persone che mi hanno accolta come famiglia e che io accolgo come famiglia e non so bene nemmeno come sia successo: il marito della compagna di liceo, il regista, la scrittrice. Loro sono, inspiegabilmente, affini. Sono di quelli che vado a trovare volentieri, di quelli a cui parlo volentieri, di quelli con cui non faccio cerimonie.
Poi ci sono le amiche storiche, con cui ci si allontana e ci si avvicina e poi di nuovo, in un'onda che la vita porta avanti e indietro. Ma di quelle con cui ci si sente almeno ogni sei mesi, e ci si impegna per vedersi almeno una volta l'anno: perchè sono ormai quasi 30 anni che le nostre vite si mescolano, anche da lontano.
Poi ci sono le amicizie nuove, affini impreviste, ora coinvolte in avventure grandi come la vita stessa. Amicizie che …

ricordi all'improvviso

Una persona in rete chiede pareri e sensazioni legati all'anestesia.
E? subito primavera 2009, quando dopo l'intervento (l'unico della mia vita fino a quel momento) mi sono svegliata dall'anestesia.
La fatica immane del risveglio.
Ho ancora nettissimo il ricordo del non riuscire a parlare. Eppure sentivo quel che veniva detto intorno.
Avrei voluto mandare via tutti, non riuscivo ad articolare bene le parole, mi dava fastidio sopra ogni dire sentirmi così impotente...
Mia madre mi ha guardata negli occhi e ha detto chiaro e tondo
Adesso. tutti . fuori. SUBITO.

credo di non averle mai voluto così bene come in quel momento

Fattorie didattiche

Vediamo se riesco a recuperare un po' di post perduti nella nebbia... 
questo è quello sulla fattoria didattica (che ha lasciato il raffreddore e qualche strascico di nervoso, ma che ha avuto una serie di begli effetti collaterali, non ultima la gita piemontese del fine settimana che sta per arrivare).

Domenica scorsa siamo andati in formazione al gran completo alla fattoria didattica più vicina, tra quelle che sono state scelte dalla regione per aderire al progetto Fattorie didattiche aperte, in Emilia Romagna. 
Con la scusa di portare Carlo a vedere e conoscere il mondo della fattoria, abbiamo fatto una vera e propria gita (benchè di poche ore, una manciata appena).
L'eccitazione degli adulti si è trasmessa al piccolo, che non ha voluto addormentarsi all'ora consueta, ed è crollato in macchina durante il tragitto, per svegliarsi a visita ampiamente iniziata. Però ha visto la famiglia di asini, il maiale di razza mora romagnola, le api... e soprattuto, come una vera calami…

OPS

Una bimba conta in inglese e in italiano, e poi elenca alla rinfusa i giorni della settimana... e Carlo ne è rapito e vuole rivedere il video per almeno tre volte, prima di andare in giro per casa con gli occhi brillanti e un sorriso allegro stampato in faccia...
Agata ha fatto colpo ;)
Fattorie didattiche. Un post sulla scrittura e sullo scrivere.
La primavera. La dieta. Lo scoraggiarsi.
L'idea di darsi obiettivi precisi, a medio termine, e smettere di vivere arrancando dietro alle cose che accadono.
La necessità di trasferire qualcuno nel suo letto.
La necessità di una baby sitter ogni tanto, prima di erodere tutte le energie della nonna.
Andare di nuovo via: Torino.
Milano.
Roma.

Le riprese per il nuovo video.

Abbiamo scritto: quello di cui vorrei discorrere, ma non ho tempo per farlo... 
le tre di notte.
diluvia, ma è cominciato come un forte temporale.
e a me i temporali fanno paura, da sempre... mi domando quanti altri weekend così ci vorranno, prima che io riesca ad ingranare.
ma magari è solo il problema di oggi.
magari domani è già passato.

ah, continua a piovere, sì. ma penso dormirò ugualmente .

dicevamo, i sogni

terza notte di fila. Stavolta il sogno riguardava parcheggi dai quali tentavo di uscire, di sera, con decisione ma senza sapere bene dove fosse l'uscita; e case mansardate su due piani, dove portavo le amiche a fare il giro e a vedere la stanza di mio fratello. Un terremoto inatteso faceva franare (?) -con tanto di sassolini che corrono giù come da uno scivolo- una parte della casa, quella mansardata: le prese a muro, quelle in basso, finivano sotto il livello del pavimento. Eppure a fine scossa si stava ugualmente, anche se un po' più nello stretto.
Rassicuravo le amiche in visita.
Poi mi sono svegliata.

inconscio riattivato, sogni - part.. ennemila

Anche stamattina all'alba ho sognato. In quello scampolo di tempo tra la prima sveglia e la seconda (circa 10 minuti) il mio inconscio si riattiva e recupera tutto il tempo perso durante la notte.
Così sogno, di corsa, con il cervello che va a mille.
Stamattina la corsa era anche nel sogno: complice la rilettura di Schegge di Liberazione, mi sono trovata a Roma , sul ponte di Castel Sant'Angelo, insieme a molti altri che non riconoscevo (ma la cosa non era rilevante). Marciavamo in manifestazione verso la città del Vaticano. Manifestavamo cosa, non so: ma so che ci guidava lui (del resto il mio inconscio pesa dal reale) e che , come è nella vita vera, si dimostrava entusiasta e molto convinto.
Io non facevo altro che continuare a marciare insieme agli altri, al passo degli altri, borbottando "Ma aspetta. Ma non così in fretta. Aspetta un attimo, mannaggia"...

primavera

Non riesco ad uscire da questa impasse di vita che ha asciugato la mia capacità di raccontare il reale. Trovo rifiugio in questi gionri nelle parole delle Schegge di liberazione dello scorso an..NO, di due anni fa. Ma è un rifugio provvisorio, che non mi dà soddisfazione, e anzi mi fa sentire ancor meno realizzata.
Come se mi fossi incagliata in un tempo imprecisato, che potrei identificare con l'estate scorsa. Arenata, ferma, stanca.

Sto riprendendo piano - con la sola forza di volontà, ché la voglia invece manca proprio -  a respirare per bene, profondamente: ogni volta che lo faccio mi formicola tutto, i polmoni, la testa... lo sguardo si appanna e tenta di andare lontano, incagliandosi sulle pareti della stanza. Ci sarebbe bisogno di andare, di fare, di creare, di muovere... di viaggiare.
 Ma la quotidianità tiene pervicacemente agganciati alla terra, al latte fresco da comprare ogni giorno, alle cozze ("Sì, gliele faccio mangiare, se le vuole" "Ma come? non si…