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vita reale versus riflessioni filosofiche e digressioni

Da stamattina rimugino su un post che avrei voluto scrivere, relativo alle fasi della crescita, all'importanza della famiglia, al vivere bene i tempi insieme (compresi i tempi di vacanza).
Però poi la vita vera è entrata a gamba tesa a smorzare il mio filosofeggiare.

"Gli hanno dato l'appuntamento tra cinque mesi per quest'altro esame, ma ti rendi conto? AH, ma domani mattina torna dal nostro medico per vedere di anticipare, che non ce la fa mica a resistere cinque mesi con questo dolore che non lo fa dormire. E comunque sì, è  ovvio che si tratta dei nervi visto che dalla risonanza non è emerso nulla..."

E no, non ho avuto cuore di dire che se il dolore proviene da quel che pensiamo è un dolore cronico, e la cura palliativa che già sta seguendo è in realtà l'unica cura possibile: e allora i cinque mesi sono un modo per farti sopportare cinque mesi in più il male...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
Conosco questa patologia, quando il dolore diventa la malattia, anche se il paziente è guarito o non ha mai avuto nulla.
E' dura perché le strutture sanitarie non hanno alcun mezzo per "educare" il malato a liberarsi da questa condizione, né viene presa in considerazione di fare della formazione per supportare tali malati in modo più attivo e fattivo.... è una situazione molto triste!

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