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Qualcosa di giallo, qualcosa di prestato, qualcosa di vecchio e qualcosa di nuovo





Cosa mi porto dietro come bagaglio del mese che sta per finire?

Qualcosa di nuovo: il corso su "Social network che funziona", formazione di due giorni tiratissimi dove ci hanno imbottito di esperienze e di competenze che normalmente vengono trasmesse in una settimana. Ne sono uscita con la testa che sembrava un frullatore, ho preso consapevolezza che spesso mi manca metodo ma che sono capace di intuizioni e profondità di pensiero... insomma, che compenso le mancanze con il pensiero laterale, a volte.


Qualcosa di vecchio: rancori e piccole invidie che non dovrebbero esserci e che invece ogni tanto fanno capolino. E la voglia, a volte, di attaccare a gran voce chi inganna e si inganna. (Poi penso che guardare la pagliuzza nell'occhio altrui è ben più facile che guardare la trave nel proprio, e taccio).

Qualcosa di prestato: lo sguardo cauto e diffidente dapprima e disarmato e sorridente dopo. Quello che il piccolo si mette addosso ogni volta che deve affrontare una situazione sconosciuta. Vorrei riuscire a prenderlo in prestito, quello sguardo, che diffida ma che si apre all'esterno, una volta comprese le dinamiche del gruppo. Io troppo spesso passo dalla cauta diffidenza alla chiusura per paura di non capire, oppure dall'ingenua disponibilità alla faciloneria, per non aver approfondito.

Qualcosa di giallo: la moleskine tutta gialla comprata stamattina, perchè la voglia di primavera c'è (anche se cerco di camuffarla sotto chili di troppo e proclami di "voglia di freddo, almeno prossimi allo zero, i gradi! Non è inverno questo!!")

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