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cibo, ancora. Quello che non si mangia

Mio figlio non mangia. O meglio, è un mangiatore discontinuo, un assaggiatore curioso ma inappetente, un bambino che vive di latte.
Alterna giorni di assoluto digiuno a mangiate a spizzichi e bocconi ogni ora e mezza: prima un cracker, poi un pezzo di pane, un brandello di focaccia, un po' di grissini, un cucchiaino di burro qulache granello di ghiaccio, il sale per sentirne il sapore e il cacao ripescato misteriosamente da un barattolo nascosto. Ma anche l'arancia a spicchi, la mela in fettine sottili, cucchiaiate goduriose di yogurt bianco e altre strampalate scelte che coinvolgono lui e il suo palato in affinamento.
Si entusiasma per le pi-zi (pizzette), che è pronto a preparare dall'inizio dell'impasto fino al condimento: ma poi ne mangia mezza. a volte una. di quelle piccole.
Mette in piedi una mezza sceneggiata per andare a comprare la pi'di' (piadina), qapsetta paziente che gliela preparino, la sbocconcella e la abbandona dopo il secondo morso.
Il risotto, che nei mesi passati ha risolto ben più di un momento di inappetenza, ora è considerato alla stregua di tutto il resto: ovvero, non si sa bene come,. A volte leccornia insuperabile, a volte indifferente accozzaglia di chicchi nel piatto.

Per questo ieri sera abbiamo tutti finto la sovrana indifferenza, come se fosse comportamento abituale e non una cosa da segnare negli annali. Siamo bravi, abbiamo imparato le regole dell'educazione...
il signorino si è sbafato con gusto due carote bollite (messe nel piatto di portata e pescate con indifferenza, contando sulla nostra distrazione), un piatto colmo di stelline, un pezzo di parmigiano e due spicchi di mela. 
...shhh...

Commenti

Renata_ontanoverde ha detto…
noblesse oblige .... ;)
monicabionda ha detto…
:D comunque non poteva restare senza effetti, un simile comportamento: oggi febbre...

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