Passa ai contenuti principali

wip atm aio ai2

Ho una profondissima idiosincrasia nei confronti delle sigle.
(tanto per intenderci: wip=work in progress, atm= non ho capito ma indica il bancomat, era usato con disinvoltura su un articolo di un importante quotidiano nazionale e io sono andata in bestia, aio=all in one e ai2=all in two, riferiti ai pannolini lavabili)

E il post non c'entra niente con l'incipit, ma volevo ricordarmi che stamattina le ho lette tutte in fila e mi hanno rovinato il risveglio.

Quello che volevo dire veramente è che ho cambiato un po' (lo sfondo, l'immagine, il profilo) perchè a breve cambio di nuovo casa, e oggi è stata una giornata di cambiamento per il piccolo... insomma, mi sembrava importante lasciar traccia delle variazioni.
Ho ritrovato la mia amica LiseCharmel, e un suo post mi ha dato una idea da seguire.
Sento la primavera, insomma, anche se sono vestita tutta di nero, oggi.

Sono sconclusionata, malinconica, agitata, un po' in fermento... vaga, non riesco a chiudere una riflessione, un ragionamento, a seguire un filo logico.
Ho voglia di tornare a vivere a Torino.

edit: e mi sembra che sia una costante della mia vita, questo desiderare di tornare alla casa dell'infanzia, al posto della formazione, al luogo della conoscenza e della crescita. Ma poi so che sono cresciuta appunto e che la mia casa non è più là (anche se a volte penso di non avere davvero un luogo per casa, ma solo un nido che potrebbe essere spostato in blocco, cambiare isolato quartiere città regione ed essere ugualmente accogliente per me), e cerco di venire a patti con questa idea, che mio figlio non crescerà a Torino ma altrove, in un altrove che ogni tanto mi domando quale sarà.

Commenti

lisecharmel ha detto…
ma che bello che mi citi! :)))
atm sta per "automated teller machine", ma io lo devo sapere, con il lavoro che faccio, in compenso mi trovi completamente impreparata sugli acronimi dei pannolini
monicabionda ha detto…
:) grazie! (il nervoso stamattina, con quell'articolo di giornale, non lo puoi immaginare!)
emme ha detto…
a me piace molto, questo cambiamento.
e mi piace poter fare ciao ciao con la manina a Lise ritrovata :)

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo

Due giorni che valgono mille. In attesa di mettere ordine, almeno prendo nota. Sabato 30 è stata la festa di compleanno di Andrea, l'amico da sempre. 50 anni. Una  bella, bellissima festa con oltre 100 persone. Una festa che è durata dal pomeriggio alla notte, con gente da tutta Italia, e balli e musica e bambini e vecchi amici.
Domenica 1 ottobre è stato l'arrivo di Francesca, casuale ospite molto gradita che è stata inserita suo malgrado in un turbine di eventi. È stata la messa di commiato di don Ivo, il saluto dopo 31 anni in parrocchia, la commozione, i canti... il fastidio per le stesse vecchie dinamiche che sarebbero da scardinare a calcioni (e don Ivo lo sa bene) ma che vengono quasi esibite al suono della frase più odiata "noi siam fatti così!".
È stato l'arrivare in parrocchia come quella prima volta ad ottobre 1993 ed essere ricevuta come allora dalla stessa persona (sorridente, stavolta a differenza di allora).
È stata, domenica, la corsa in ospedale …