Passa ai contenuti principali

il tempo prossimo venturo

Ho già mal di testa, oggi.
Sarà un weekend denso, densissimo di scatole e di pacchetti e pacchettini e di cose messe alla rinfusa perchè il tempo che rimane è troppo poco, di oggetti da buttare (sempre meno, per fortuna) e di oggetti da ritrovare la prossima settimana assolutamente, che non si possono perdere nei meandri del trasloco.
Che a volte mi chiedo se non sarebbe meglio farci nascere già tutti in coppia, con un gemello di noi stessi speculare a noi, che faccia quello per cui noi siamo inevitabilmente e indiscutibilmente negati: nel mio caso, la gestione spicciola pratica delle cose di carattere amministrativo (bollette, scadenze, conferme di pagamento e simili). In cambio, che so, noi potremmo fare qualcosa per cui l'altro è indubbiamente in difficoltà: dialogare coi vicini? cucinare pasticciando? non so, ma qualcosa di certo c'è.
Nonostante questo cambiamento in atto (o forse anche per via del cambiamento, chissà) ho una prepotente voglia di vita, di relazioni, di scambi, di civetteria buona (che conoscendomi non riesco a tirar fuori e quindi ci vuole proprio la persona adatta con la quale civettare), di flirt e di femminilità: tutto insieme, e tutto mescolato.
Non basta la primavera a giustificare questa spinta... ma qualcosa bisogna fare.
Foss'anche cominciare a rendersi più consapevole... regola aurea: pensa sempre sempre sempre che gli altri ti vedono, anche quando tu non vedi loro.

Commenti

emme ha detto…
io del trasloco devo sapere di più, mica ho capito l'intera dinamica.
su quella cosa della consapevolezza: non la formalizzerei mai con "pensa che gli altri ti vedono", perché secondo me, in quel caso, si tenta di controllare il modo di apparire, di venir percepiti. cosa che è un aspetto della questione, eh (tanto più sono consapevole, tanto più sono in grado di gestire il mio comportamento per trasmettere all'altro l'immagine che voglio che riceva), ma il rapporto causa-effetto è invertito: prima viene la consapevolezza dei miei moventi più profondi, poi l'idea di mostrarmi come voglio. se parto pensando che gli altri mi stiano vedendo *sempre*, io ottengo inibizione, che è il contrario della consapevolezza. ma ovviamente è soltanto la mia interpretazione, il mio modo di intendere quella frase.

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo

Due giorni che valgono mille. In attesa di mettere ordine, almeno prendo nota. Sabato 30 è stata la festa di compleanno di Andrea, l'amico da sempre. 50 anni. Una  bella, bellissima festa con oltre 100 persone. Una festa che è durata dal pomeriggio alla notte, con gente da tutta Italia, e balli e musica e bambini e vecchi amici.
Domenica 1 ottobre è stato l'arrivo di Francesca, casuale ospite molto gradita che è stata inserita suo malgrado in un turbine di eventi. È stata la messa di commiato di don Ivo, il saluto dopo 31 anni in parrocchia, la commozione, i canti... il fastidio per le stesse vecchie dinamiche che sarebbero da scardinare a calcioni (e don Ivo lo sa bene) ma che vengono quasi esibite al suono della frase più odiata "noi siam fatti così!".
È stato l'arrivare in parrocchia come quella prima volta ad ottobre 1993 ed essere ricevuta come allora dalla stessa persona (sorridente, stavolta a differenza di allora).
È stata, domenica, la corsa in ospedale …