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Visualizzazione dei post da Giugno, 2014

Bilanci in pillole

Imparare a non procrastinare potrebbe essere il compito della prossima vita. Ma siccome non sono per la reincarnazione, direi che è il caso di applicarmi per impararlo ora. La metto come priorità dell'estate
Tra le cose che ho imparato invece c'è l'essere impermeabile a quei commenti e quelle critiche che arrivano da chi non è sereno. Il fatto che certe volte io debba lasciarmi scivolare addosso i commenti di mio padre è tutto esercizio che fortifica il carattere.  Sono intrinsecamente pigra: mi accorgo che è una difesa, per non farmi sopraffare dalla sensazione di inadeguatezza. Ma in fondo alimento solo un circolo vizioso, dal quale in effetti potrebbe essere buona cosa tentare di uscire.E' facile comprendere come sto davvero: il peso è la misura del mio disagio (ogni volta che sono sotto stress, quando accumulo energie che non riesco a sfogare, quando sono scontenta di come sta andando il mio approccio alla vita, ingrasso).
Devo, assolutamente devo, inventarmi un abig…

si è sposata valentina

E così è successo. Valentina e Leonardo si sono sposati per davvero.
Ed è stato tutto molto fluido, normale, tranquillo.
Note sparse sulla cerimonia religiosa:
l'abito della sposa le donava moltissimo. E di primo acchito a mio parere era anche molto molto bello. Ma ad una seconda osservazione mi sono accorta che era troppo tradizionale (strascico, corpetto fasciante, gonna ampia.. ) a scapito dello "stile", e aveva un paio di elementi non del tutto coerenti (le stringhe, la rosa)Lo sposo aveva un completo altrettanto bello. Ma perchè il pungitopo finto, all'occhiello? e perchè il testimone di nozze aveva il pungitopo all'occhiello, con la bacca rossa, e la cravatta gialla??finalmente un matrimonio con gli invitati vestiti comme il faut... temevo di non vederne più (era tanto che non mi capitava). Giacche, cravatte, spalle coperte, gonne e tessuti importanti. l'agriturismo è stato il miglior posto in assoluto per un ricevimento di matrimonio con così tanti bamb…

Ciao Belle(zza)

Ci sono dei lavori (intesi come incombenze) che si appiccicano addosso come lo zucchero alle dita umide, e rimangono lì, un po' silenti e un po' fastidiosi, a ricordarti che no, non hai ancora finito, e no, non puoi mettere via e no, speravi che quella cosa si fosse evaporata istantaneamente da sola e invece non l'ha fatto.
Però da ieri la casa vecchia non c'è più.
O meglio, la casa c'è sempre (non si cancellano le case da un giorno all'altro) ma io non ho più le chiavi di quella casa. Le ho riconsegnate, insieme al terrazzo pieno di sole, e alle finestre senza tende, al pianerottolo con la portafinestra, al bagno verde, alle stanze insonorizzate, alle scale ripide e alle scale tutte diverse.

Mi sono portata via fiori, mobili, ammenicoli e ricordi.  Quelli brutti (pochi) mi sono rimasti attaccati senza volere.Quelli belli ho cercato di coccolarli e farli star bene.
Alcuni sono notturni: la lettera scritta di getto e spedita a Milano, come una pagina di diario,…