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Visualizzazione dei post da Luglio, 2014

le cose che imparo, vol. 2

Non imparo:
a trattenermi dal comprare letture estive in libreria /edicola/banchetto sotto i portici. Adesso, per esempio, ho in borsa "Il caso dei fratelli siamesi" di Ellery Queen, e "Entra la morte" di Rex Stout (la settimana scorsa avevo comprato "Gli elefanti hanno buona memoria" di Agatha Christie, giusto per completare la triade... )a passare sopra ai gattamortismi (ma è una cosa che credo non sia nelle mie corde, la prima volta che ho assistito a un episodio di 'gattamortismo' avevo sette anni e ricordo ancora che mi ero innervosita tantissimo) ma imparo:
a dire le cose senza lasciarmi invelenire dalle medesime. E quando non ce la faccio, lo dico (in modo che chi mi ascolta possa applicare il filtro alle mie dichiarazioni)a lasciar scivolare le preoccupazioni altrui che sono un malcelato tentativo di controllo, senza per questo sentirmi a disagioa reagire velocemente in caso di emergenza lavorativa

Lugliembre, andiamo, è quasi tempo di migrare

Luglio si sta chiudendo e io non sono pronta.
Ho in mente post che svaniscono alla luce del giorno, ho vissuto serate belle e giornate stracolme di impegni; corro dietro alle scadenze e anelo a momenti di tregua...


E proprio perchè è stato un mese bello denso, vediamo cosa ho imparato.
Quando quello che fai (lavorativamente parlando) non ti corrisponde più, o quello che ritieni giusto non è quello che ti viene indicato come prioritario e indispensabile, è importante mantenere coerenza e onestà intellettuale e decidere il meglio per la tua vita. E se possibile, i soldi non devono essere la sola variabile che si mette sul piatto tanto di cappello al quasi collega che dopo oltre 20 anni di lavoro nel medesimo posto ha deciso di abbandonare, per coerenza e onestà intellettuale, senza avere una solida alternativa pronta

Sono un animale sociale, in fondo: partecipare al matrimonio della mia figlioccia mi ha reso chiaro questo concetto, che avevo un po' perso di vistacorollario: quanta gen…

la lunga marcia

Questo lunedì sembra non finire mai. Ma domani sarà anche peggio, e allora provo a ricaricare un po' le pile scrivendo.
Sembra davvero che sia tempo improrogabile di vacanza. Tempo per far rallentare i pensieri e rincorrere quelli vaganti.
Oggi per esempio, nel tragitto dal mio ufficio a quello di una collega, ho perso per ben due volte i pensieri che mi avevano fatta alzare dalla sedia per andare di là da lei...

Magari chissà, mettendo pillole di quel che accade recupero il filo perso... proviamo.
Ivrea: bella bellissima festa, quest'anno l'ho vissuta bene e mi sono sentita davvero a casa. Forse però conta anche il mio atteggiamento...
Torino: bella bellissima città, che ogni tanto mi respinge e ogni tanto mi accoglie materna, come è nei miei confronti. Questa volta era il giro buono...
Milano: mamma mia. mamma. Il florilegio dei luoghi comuni, a questo giro. Vabbè, capita.
Castel Guelfo: chi lo ha detto che andare per outlet è sempre un male? a volte può essere anche div…

i giorni in viaggio

I giorni in viaggio servono per crescere.
Se hai meno di tre anni, i viaggi spesso ti fanno arrivare in posti che nemmeno immaginavi.
Le tue reazioni di questi giorni? "Tatta gente. Mamma, tatti bimbi. Tatta gente :O". E gli occhi spalancati, la tendenza a cercare di ripetere ogni frase, l'apprendere(al punto che si poteva proprio vederti imparare, di minuto in minuto).
Se ne hai più di quaranta, il viaggio rigenera perché dona posti riconosciuti o riconoscibili, persone che accolgono te (e non una tua rappresentazione o maschera più o meno riuscita), montagne che commuovono (sì, vedere le montagne mi ha fatto piangere.)
Avevo bisogno di viaggiare.
Spero di ripartire presto.