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venerdì - pensieri sparsi e surrogati di autocoscienza

Ottobre è anche tempo di nocciole.
Nel giro di una settimana ho fatto fuori due pacchetti di nocciole tostate, sgranocchiate compulsivamente mentre cercavo di farmi venire delle idee. Ora dalla scrivania mi occhieggia un pacchetto - ancora intonso  - di biscotti al cioccolato e nocciole, appunto.

Leggo gli oroscopi, non mi piacciono le previsioni, medito e li ignoro volontariamente.

Abbandonata a me stessa dopo ore di riunioni e incontri riesco con l'abilità di un funanbolo a ritagliarmi 20 minuti di decompressione prima della partenza del mio treno. E in quei venti minuti compro: una maglia a collo alto che arriva direttamente dal 1970, e un libro 'O - oh' su un gufetto che si addormenta, cade dal ramo e perde la sua mamma.
Nella ricerca della sua mamma troverà un coniglio, una rana, un'orsa... e per fortuna una di queste 'mamme surrogate' aveva visto la signora gufo cercare il suo piccolo caduto dal nido.

Arrancare, a quanto pare, è caratteristica comune per il nostro lavoro in questi giorni: occhi negli occhi con i colleghi che fanno il mio mestiere, condividiamo lo scoramento e la fatica e poi riprendiamo a testa bassa, cercando di non perdere per strada i fili di questo funambolico sistema di burattini che abbiamo messo in piedi.

Emozioni della settimana? Rabbia, stanchezza, panico, appartenenza.
Salone del gusto e terra madre, mancano 12 giorni



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