Passa ai contenuti principali

movimento

Per la prima volta quest'anno mi ritrovo a pianficare una serie di uscite lavorative anche nel mese di dicembre. E' strano, di solito dicembre è il mese della programmazione. Forse quest'anno ho lavorato meglio...
E ho tanti pensieri che mi frullano in testa. Che cercano di mettere insieme quel che accade nelle mie giornate.
Ho sistemato il nido (la parte di casa che mi spetta), e ho provato a farne un posto accogliente. A quanto pare ha funzionato, il piccolo ha apprezzato al punto di stare seduto per mezz'ora a giocare, nel posto che ho scelto per lui.
Ho ascoltato ministri competenti e ministri meno competenti parlare di spreco di cibo e di uso ragionato delle risorse. Mi sono dispiaciuta perchè quello meno competente è il ministro a cui faccio riferimento, in ambito lavorativo.
Ho osservato il dispiegarsi delle forze dell'ordine perchè un posto che concentra quattro ministri e  un sottosegretario è comunque un posto da controllare e proteggere.
Ho discusso con la maestra dell'asilo. E ogni volta che ho tentato di riprodurre il dialogo che abbiamo avuto, immedesimandomi in lei e pronunciando le frasi scelte da lei, i miei interlocutori hanno reagito esattamente come ho reagito io. E questo mi ha resa più consapevole di percorrere la strada giusta.

Mi sento scissa, in questi giorni (semicit., da un blog che amo): sì, anche io. E' come se vivessi a tasselli, e faticassi a tenere uniti quei tasselli.
Gravito intorno a mio figlio, mio padre (verso cui provo nervoso, e preoccupazione, e tristezza), mia madre (oberata di lavoro, che si chiede perplessa come mai dorme sempre 8 ore filate, e realizza con stupore che sì, in effetti fa un sacco di cose, e che sì, è stanca perchè usa le energie durante il giorno... ).
Mangio. ingrasso. mangio.

Commenti

Barbara Boattini ha detto…
Che dice la maestra dell'asilo??????
monicabionda ha detto…
Boa, ti racconto in privato...

Post popolari in questo blog

una settimana in montagna, era tanto che non.

La val Gardena è bellissima. A dire il vero tutte le Dolomiti sono bellissime, ma la val Gardena è un posto speciale.
Dopo molti tira e molla per questa strana estate, siamo andati in vacanza solo Carlo ed io, per una intera settimana, in garni (cosa che mi ha permesso di spiegare la differenza tra pensione, bed and breakfast, garni, hotel - albergo ecc). E' stata un'esperienza bellissima, che conto di rifare: le vacanze a due sono veramente necessarie per prendere il ritmo, ritrovarsi, capirsi e conoscersi meglio senza le interferenze del parentado vario (nonni, zii... ). Carlo ha imparato un sacco di cose, ha finalmente capito bene come si sta a tavola, ha giocato, dormito, camminato, preso un sacco di bus e un sacco di funivie, fatto un picnic a oltre 2000 metri con il vento forte, avuto la mamma tutta per lui, sempre, 24 ore al giorno, per otto giorni pieni.
Io mi sono rigenerata, come sempre mi accade in montagna, ho fantasticato, riso, chiacchierato, mi sono arrabbiata …

#quellavoltache*

Non è stata una volta sola, come tutte, come tutti. Ce ne sono tre che ricordo meglio delle altre.

La prima è stata a 12 anni, ed è stata #quellavoltache ho subito maggiormente il trauma. Perché ero in vacanza, perché di quell'adulto mi fidavo, perché era parte di un contesto protetto (della bocciofila dove mio nonno passava la giornata, in vacanza, e dove tutti passavamo almeno qualche ora). Dovevo andare dalla bocciofila alla casa della mia amica, oltre la pineta, era sera e questo signore mi ha accompagnata un pezzo. Mi ha palpeggiata: avevo già il seno (era dai 10 anni che si era sviluppata quella parte della mia anatomia); ha tentato di baciarmi. Io mi sono spaventata moltissimo ma non sarei riuscita a scappare, ero impietrita, lui mi ha chiesto di non dirlo a nessuno. Il giorno dopo non volevo entrare in bocciofila, mia madre mi ha chiesto e io le ho raccontato tutto (piangendo): non mi hanno più lasciata entrare in quel posto da sola, e dopo pochi giorni è finita la stagion…

Inizio di ottobre, chiusura di un ciclo

Due giorni che valgono mille. In attesa di mettere ordine, almeno prendo nota. Sabato 30 è stata la festa di compleanno di Andrea, l'amico da sempre. 50 anni. Una  bella, bellissima festa con oltre 100 persone. Una festa che è durata dal pomeriggio alla notte, con gente da tutta Italia, e balli e musica e bambini e vecchi amici.
Domenica 1 ottobre è stato l'arrivo di Francesca, casuale ospite molto gradita che è stata inserita suo malgrado in un turbine di eventi. È stata la messa di commiato di don Ivo, il saluto dopo 31 anni in parrocchia, la commozione, i canti... il fastidio per le stesse vecchie dinamiche che sarebbero da scardinare a calcioni (e don Ivo lo sa bene) ma che vengono quasi esibite al suono della frase più odiata "noi siam fatti così!".
È stato l'arrivare in parrocchia come quella prima volta ad ottobre 1993 ed essere ricevuta come allora dalla stessa persona (sorridente, stavolta a differenza di allora).
È stata, domenica, la corsa in ospedale …