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propositi 2015: sì, li avevo fatti...

I miei propositi erano stati questi
LUNGIMIRANTI (che stanno nel quadrato tra la razionalità e il progettare):
Pianificare di più (o meglio) e rispettare i piani
imparare a parlare fluentemente una lingua diversa da quelle che già conosco
mettere qualcosa da parte ogni mese
 IDEALISTI (nel quadrato tra il progettare e ciò che procura emozione)
leggere tutti i volumi di un grande classico della letteratura (quale, ancora non so: me ne mancano molti)
mettersi a dieta per davvero e per più di un mese intero
EDONISTI (nel quadrato tra ciò che procura emozione e la quotidianità)
 viaggiare di più
(**** *** *****)
andare - tornare più spesso - al cinema o meglio ancora a teatro
CONCRETI (nel quadrato tra  la quotidianità e la razionalità)
smettere di posporre la sveglia (e alzarmi al primo suono)
impormi di non mangiare schifezze - siano esse dolci o salate
non spendere a vanvera solo per avere qualcosa da leggere
 a incastro, su tutti, c'è "Fare sport": e vuoi non apprezzare un buon intento come quello?
PERSONALI (che non classifico ma ai quali tengo)
Imparare qualcosa di nuovo ogni mese
Correggere i difetti lavorativi (che può rientrare nel punto precedente, in effetti)
Essere un genitore e una figlia presente ma non prevaricante

EDONISTI: OK, rispettati in pieno tutti, compreso quello tra gli asterischi.
CCONCRETI: OK, anche se altalenante nell’impegno.
LUNGIMIRANTI: Ehm… ho mantenuto un solo proposito, quello più legato alla sfera lavorativa.
PERSONALI: abbastanza a corrente alternata, spero di essere stata coerente sull’ultimo.
IDEALISTI: AH, AH, AH..  li posso scientemente buttare nella spazzatura, visti i risultati (sono ingrassata, sì).


nei fatti... :
A gennaio mi sono arrabbiata . Col mondo e le sue fatiche, per le mie amiche storiche che hanno pesi grandi da affrontare. Sul lavoro, con chi non ci arriva.
A Febbraio ho osservato il mondo e gli altri. Sul lavoro (e sull’approssimazione di Expo, a 65 giorni dall’inizio, con nulla pronto o quasi), sull’incapacità di riconoscerne il valore; e sull’importanza di assorbire le emozioni una per volta (lezione di Carlo numero uno – 2015)
A Marzo si sono concentrati intoppi ‘elettrici vari’, ma c’è stato il nostro primo viaggio a due ‘serio’. Ho scoperto Airbnb. Ho confrontato la mia vita con quella di coetanee lontane. Ho capito che staccarsi dalle cose belle è difficilissimo (lezione di Carlo numero due  -2015) ma che “ogni cosa ha il suo tempo” (lezione della nonna Ottavia), e che spetta ai genitori educare i figli ai distacchi non traumatici.
Ad Aprile ho avuto conferma del potere terapeutico del viaggio – non importa se Bruxelles o Carpi, se lontano o vicino – e delle scoperte di viaggio, e ho prestato un po’ più di attenzione ai segnali del corpo
A Maggio è arrivato l’Expo: cibo e lavoro protagonisti, insomma. Ho riaperto le porte alle interazioni sociali anche lavorative, non solo ‘obbligate’. Ho provato a praticare il francese , recuperato durante il viaggio a Bruxelles, e l’ho fatto entrare nella routine serale di lettura (per Carlo, numero tre)
A Giugno il viaggio è diventata la costante per entrambi. Viaggiare con un bambino è bellissimo, a volte faticoso, certo stimolante. Obbliga all’attenzione costante, all’ascolto, al rispetto dei ritmi di entrambi. Siamo andati ovunque, per lavoro e non (Genova, Torino, Chieri, Collegno… ). Mi hanno chiesto come faccio a resistere (non lo so, ma lo faccio). Mi hanno dato della ‘svedese’, per la gestione genitoriale. L’ho trovato un gran complimento.

A luglio, complice il caldo, ho riscoperto la bellezza di dormire sotto le stelle. Mi sono fermata a guardare ‘l’adulta di riferimento’ che sono diventata. Mi sono preoccupata di non perdere Monica, in questo riferirsi altrui. Ho visto l’invecchiare dei genitori. E dei parenti. Ho riscoperto la vicinanza con mio fratello, pur nelle diversità.Ho conosciuto persone nuove.
Ad agosto ho lavorato, ancora. Ho colto segnali di cambiamento epocali. Ho esorcizzato il passato, e di questo continuo a ringraziare. Ho rimesso (un po’) me al centro delle cose. Ho ricevuto notizie rivoluzionarie, sul lavoro. Ho vissuto.
A settembre, finalmente, sono tornata in montagna. Sono andata in vacanza, ho respirato. Ho smussato spigoli, verso mia cognata; ho ritrovato il ritmo con mio fratello; ho diviso il mio tempo con Carlo; ho sorriso. E sono tornata in un tempo bizzarro, che ha preparato la rivoluzione lavorativa che si è concretizzata a fine mese.
Ottobre è stato un mese strano, vissuto in un tempo sospeso, seguendo il filo delle emozioni. Ascoltando quel che mi diceva il cuore, e lo stomaco, e le viscere. Cercando di non lasciarmi sopraffare dal panico. E correndo per il lavoro, che non aspetta nessuno. Divisa, ma presente. È stato il quarto compleanno di Carlo, la prima festa ‘vera’, la prima nel giorno giusto, la prima con gli amici…
A novembre sono arrivate le ‘presentazioni’ pubbliche.  Le trasferte lavorative, mai così intense. Le mancanze parentali (i nonni, la zia, le tradizioni). Ho respirato un po’ di lontananze affettive, che non fanno più male ma che lasciano sempre un po’ di disincanto e di amaro in bocca. Ho preso alcune decisioni importanti: e sono tornata a fare teatro, non solo a desiderarlo
E’ già dicembre: mi guardo e mi vedo grassa (e lo sono anche, non è più una percezione e basta). La vita è ripartita, e io devo tenere il passo. Tutto lo sport che non ho fatto durante l’anno si è concentrato qui, ed è ora passi da contare, battiti da ascoltare, pezzi di vita…

I PROPOSITI 2016 ? work in progress, arriveranno nei prossimi giorni…

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