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Visualizzazione dei post da 2016

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità d…

dalle radici al cielo

La nebbia. avevo quasi dimenticato la sua faccia.
Il colore degli alberi, anche quello l'avevo dimenticato.
Vivo da tempo in posti più colorati, più chiassosi, più lievi di quello in cui sono cresciuta. E senza rendermene conto quei posti, così invadenti e naif, scaltri ma inconsapevoli, mi hanno cambiata, profondamente, più di quel che percepisco all'osservazione superficiale.
Non sono più 'sabauda' e non sarò mai 'romagnola', ma un incrocio di caratteri che mi fanno persona.

In questi giorni, costretta ad attraversare lentamente i luoghi dell'infanzia, il mio respiro riprende il ritmo familiare, quel misto di ansia di essere in ritardo e concentrazione, quel 'c'è da fare' che si intreccia con 'però guardati intorno, perché tutto questo è un dono da non sprecare'.
Ieri ho parlato con una ragazza di Bermuda, una ragazza spagnola con fidanzato veneto, e poi con zia e cugini che non si sono mai allontanati dal nord del Piemonte per più di …

Centrarsi

Negli ultimi anni ho sempre parlato di Ecomondo. "Come mi vesto per la cena?" era la mia domanda cardine. quest'anno il virus gastrointestinale mi ha colpita duramente e il "come mi vesto?" è abbondantemente andato in cavalleria.
Anche la vita vera ha preso il sopravvento (lavoro, famiglia, relazioni che non funzionavano e si son chiuse, amici con bimbi gravemente disabili)... e così alla fine non ho più scritto.
Ma sono stati giorni di gran lavoro su di me.
E di gran voglia di andare in un eremo per un po'....
Mi infervoro per lo status di un amico su facebook. La discussione verte su quello che porta una donna bellissima a stare con uno men che meraviglioso. Conclusione dell'amico: "l'amore è cieco e anche sordo".
Tento di far notare che non è la bellezza la prima delle caratterische che fanno di un uomo un compagno attraente, la questione scivola sul pecoreccio. Ci rinuncio.

Ma rimugino.
Credo che nessuna delle donne che conosco abbia puntato all'aspetto fisico del compagno quando lo ha scelto.
Eppure è un concetto difficile da passare.
E allora mi fermo a me.
L'attrazione (che ci deve essere) è uno degli elementi. L'affinità un altro. La comlementarità per superare i punti deboli caratteriali è per me il terzo punto...

profumo

il susseguirsi delle stagioni, per me, si distingue sempre dal profumo che lasciano nell'aria.
E se l'estate è caldo e sole e (spesso) odore di cocco e olio di mandorla, o di crema schermo di protezione totale, l'autunno ha molti profumi caratterizzanti.
Le caldarroste del primo di novembre, che il nonno metteva nel cestino di plastica bianca, coperte dal panno blu. Il fumo di legna bruciata nel camino. Il tè, irrinunciabile rito delle cinque, sempre e comunque.
Il dolce in forno.
Da qualche anno, anche l'olea fragrans, che a questa latitudine fiorisce in ottobre e spande miele e caramello per strada, nell'aria, da lontano, senza farsi notare. Ecco, quel profumo mi riporta a sette anni fa, alla Sicilia, all'Etna. Dopo sette anni, è di nuovo tempo che io abbia ricordi forti a cui aggrapparmi, direi.

Per niente facile

Quando la vita prende il sopravvento è più complicato scrivere. Ma ho promesso a me stessa che avrei continuato.
Ho deciso cose importanti e credo che il 2016 mi porterà quell'ultima capacità che non mi ritrovavo da tempo: ascoltare per decidere e agire di conseguenza.
È tempo.


Terramadre salone del gusto: torno da questa edizione che per la prima volta si è tenuta in città (e non in fiera) carica di emozioni da elaborare. Sono stati giorni densi, pieni, eccitanti, stimolanti, che mi hanno fatta sentire viva. Una nuova amica mi ha parlato di tempeste ormonali (e potrebbe non avere tutti i torti), un'altra mi ha riportata alla necessità della consapevolezza vera e non di facciata ("tu esattamente cosa vuoi? Quando sai cosa vuoi puoi fare quello che ritieni opportuno. Non prima").

Io avevo bisogno di ridere e non lo sapevo: ho riso tanto, e adesso mi sento più leggera.
Poi ci sono pesi da portare... ma per oggi sono rimasti indietro .

L'abito e il monaco

Una sera di queste disquisivamo di abiti, apparenze, divise e via discorrendo. C'è chi è molto disinvolto nel vestire, e sceglie ciò che gli corrisponde in modo quasi naturale (quanto quella naturalità sia frutto di anni di smussamento degli angoli e studio e indecisione non è dato sapere...), e c'è chi invece vive l'abbigliarsi come una lotta da cui esce spesso perdente.
E poi ci sono quei segni esteriori involontari o quasi che ti identificano come appartenente a un gruppo, una categoria precisa.
L'amico omosessuale convivente e felice, per esempio: si è talmente uniformato all'apparenza del suo gruppo di amici che a guardar le loro foto sembra di vedere una famiglia allargata di distanti cugini: tutti vagamente hipster, tutti col viso tondeggiante, tutti con la barba corta e curata.

Io mi accorgo che vorrei essere nella categoria dei disinvolti. Ma ho ancora strada da fare :)

ci sono giorni

ci sono giorni in cui ricominciare è più complicato.
Può essere per troppa fatica. A volte è invece per troppa bellezza. Altre volte è il deisderio di essere altrove rispetto al luogo in cui ci si trova.
Oggi è un lunedì più lunedì di altri.
E' stato un bel weekend, rigenerante, nel quale mi sono sentita a posto. Nel quale mi sono vista come la zitella acida che a volte divento, e ho cercato di cambiare. Nel quale non ho sentito la mancanza del telefono (in una zona con poca copertura di rete), e nel quale ho riconosciuto i disagi per quello che erano: disagi miei  - e non disagi di relazioni.

Insomma, mi pare di aver fatto passi avanti, in questo weekend.
Dev'essere per quello che è difficile stare in ufficio, oggi.

la settimana di ferie è andata ormai

Per scelta quest'anno ho preso una sola settimana di ferie: il resto verrà centellinato in piccoli viaggi, piccole manciate di ore che mi permetteranno di tirare il fiato quando serve.
In una settimana abbiamo condensato una miriade di piccole e grandi cose - compreso il nonno non troppo in forma (understatement piemontese).
Il piccolo ed io siamo andati in montagna con gli zii (Alta Badia, la meraviglia fatta montagne), al mare a trovare un suo compagno di scuola materna (Pesaro), in campagna per l'intera giornata a Ferragosto, in collina per l'intera giornata a raccogliere more con i nonni, in giro solo noi due, fino al confine con le marche per il Palio di Mondaino, e perfino un giorno intero a casa.

Il giorno più denso è stato il 17  - e lo segno a futura memoria.
Il giorno più faticoso è stato il 14.
Il giorno in cui carlo si è divertito di più è stato senza dubbio il ferragosto.

Mi rendo conto che sto mettendo mattoni per la costruzione di una persona. E sono content…
Piena di perplessità e languida come solo nelle lunghe estati in campagna mi era capitato di essere, arranco faticosamente nella mia ultima settimana prima delle ferie.
Non ho voglia di pensare. Vorrei un tempo di silenzio e proficua solitudine. Quella dei campi estivi e delle camminate in montagna per intenderci.
Devo dimagrire (è un pessimo segnale questo, davvero pessimo).
Il mio ideale di tempo rigenerante: quello del campo di Malosco. Compresa la sensazione di stomaco attorcigliato sull'altalena.
"Sei cambiata, non sei più la stessa persona di allora" è abbastanza vero, ma meno di quel che pensa chi me lo ha detto. "A me pare che tu lo sappia invece. Ma magari è una idea mia": hai ragione, lo so.

avvenimenti

Bambini che crescono - e questa è una, la principale, direi.
Ferie che tardano ad arrivare - e questa è sempre la solita storia, di questi tempi.
Trappole in cui cado ogni volta - e sarebbe ora che imparassi, e invece ci casco come una pera. Solo che ogni volta che accade sono un pizzico più cinica, un pizzico più disincantata, un pizzico più disillusa. E questo non è un bene.
Smanie che mi attraversano - queste arrivano in autunno, e in estate, più o meno di questi tempi, ogni anno. E' colpa della programmazione delle vacanze? può darsi, il primo giro da sola in estate l'ho fatto esattamente di questi tempi, e sono poi arrivata - rientrata a Bardonecchia con il treno , scendendo all'alba del 6 agosto con un sacco di persone che mi salutavano dal treno e mi mandavano baci e abbracci. Quella vacanza, la prima da grande, è scolpita nella memoria, insieme a insignificanti dettagli (un compagno di casa che abitava in via Mac Mahon, a Milano, del quale non ricordo assolutamente il…

le cose che cambiano

Lavoro in un posto sereno - di solito. Con una gestione a volte un po' originale.
Che mi mette in difficoltà, perchè io sono l'unica che viaggia a un ritmo stratosferico...
Ma andare ad 'elemosinare' un mio diritto (l'anticipazione del rimborso spese, invece che il versamento successivo - che nel mio caso a volte ammonta anche quasi al mio stipendio) mi mette molto a disagio, oltre che farmi sentire del tutto impotente.
E ci vorrebbe la parolaccia d'ordinanza, che penso ma non dico...

avevo bisogno di ferie, e l'ho rifatto...

Questa volta l'occasione è stata lavorativa: l'invito - obbligo di partecipare a una presentazione, sul tirreno, di sabato mattina. E l'avallo del presidente "non vorrai mica lasciare tuo figlio a casa? portalo con te!!!"
E così abbiamo fatto di nuovo un discreto tour de force, iniziato il venerdì pomeriggio.
Tappe: Casa - Firenze - Viareggio - Marina di Pietrasanta, venerdì
Marina di Pietrasanta - Viareggio - Torre del Lago - Marina di Pietrasanta, sabato
Marina di Pietrasanta - Torre del Lago - Pisa - Firenze - Casa, domenica

Faticoso, divertente, piacevole, chiacchierante, bello.
Però tornare alla normalità è stata dura. E gestire il piccolo, ora, lo è ancora di più...

avevo bisogno di ferie

Avevo bisogno di ferie. Ma le ferie, quelle vere, si vedranno solo tra un po' (e non sono sicura che... )
Insomma, comunque: avevo bisogno di ferie.
Così ho staccato due giorni, e ho deciso di andare a fare un mini tour de force con il piccolo.

Da rifare.
Primo giorno
casa - Alessandria (circa 3 ore di viaggio) con cena in Autogrill, e pernottamento in albergo. La frase del giorno: "Mamma, questo albergo è bellissimo! ha perfino l'aria condizionata, mamma!!!"

Secondo giorno
Alessandria - Ivrea. Obiettivo, la festa che ogni anno riunisce gente e genti.
Questa volta abbiamo anche dormito in tenda (esperienza per cui il piccolo si è dichiarato "emozionato e felice", salvo poi aggiungere che tra la tenda e l'albergo preferisce dormire in albergo). Esperienza non prevista, la guida sotto il nubifragio che ha allagato tre vie.
Frasi del giorno: "mamma, perchè stiamo andando nel lago con la macchina?" " lo sai che le tende di notte sono vive? il…

Cambio :)

Era tempo di letto nuovo...

sogni - 2016 edition

A volte i miei sogni vanno  fuori dallo schema.
E' successo mercoledì notte (o giovedì? non ricordo esattamente).

 Ho sognato di essere in un locale, di sera. Era un locale all'aperto, e non ero del tutto a mio agio. Stava per arrivare un temporale di quelli belli intensi, come spesso accadono in questi giorni.
Decido a di andare via, e mi allontano lungo un viale di tigli, largo e ampio, dove irrompono improvvisamente tanti cavalli selvaggi in fuga. Il loro manto è marrone. Alcuni hanno lo sguardo impanicato, altri semplicemente vogliono andar via ed è come se il loro andare via fosse il mio. Alcuni cadono, e non riesco a far nulla per loro e mi viene un po' il magone perchè non so come aiutarli a non andare a terra...

Sono andata a cercare spiegazioni per questo sogno, così diverso dal solito per me. Ecco cosa ho trovato...

Sognare un cavallo in corsa, in fuga, imprevedibile e impaurito è molto probabilmente la rappresentazione di una perdita di controllo nelle vostra …

gli amici degli amici

Ho un'etica del lavoro precisa (o almeno penso di averla). Il lavoro è lavoro, l'amicizia è amicizia. Per il lavoro si paga, i patti sono chiari, non si fanno le cose per "fare un favore". I favori non sono lavoro.
Cerco di mantenere da sempre queste distinzioni, allargo il più possibile la mia rete di conoscenze e di relazioni ma "il lavoro è lavoro": in questo modo ho sempre tentato di sentirmi il più possibile libera nei confronti di chi con me lavora, e nei confronti degli amici.
Attivare le commistioni è ... complicatissimo.

E questo post è poco chiaro, lo so. E' più un sfogo che altro, sto cercando di rimanere resiliente :)

I giorni non normali

Quando mi metto a riflettere e a cercare un senso per quel che faccio mi accorgo degli errori. Di quello che non riesco a controllare. A gestire. O magari a far fluire naturalmente.
Per me un sacco di cose sono "complicate". Difficilmente scelgo la via più lineare e schematica.

Questo mio modo di vivere a volte semplifica e illumina. A volte però rende tutto molto più complicato.
È l'arte della rinuncia che non so padroneggiare. Affatto.

Non andrò alla serata saggio del corso di teatro. Non posso. Per motivi esplicitabili e non. E fa malissimo.

la rabbia

Sono giorni rabbiosi, per me.
Mi arrabbio facilmente, mi sento soffocare.
La pressione sul lavoro è alta e non ci sono momenti di decompressione quando torno. Perché - legittimamente - c'è chi ha bisogno di me. Solo che...ecco, soffoco un po'.
Sono gli effetti collaterali dell'essere genitore, immagino. Perchè quando ci si deve confrontare con uno - o più - fanciulli che ti usano come riferimento e centro, e quando - come nel mio caso - il peso non è condiviso con un adulto di pari livello... beh, a volte è più faticoso.
E io, che ho un caratteraccio anche se non sembra, divento rabbiosa.
Parlo male (e questo, da solo, dà il livello di esasperazione a cui sono arrivata) e scatto subito o quasi. I bambini poi sanno sempre esattamente dove colpire e come, o sentono l'agitazione e reagiscono di conseguenza. Insomma, è una fatica.

Mi rendo conto che mi manca il fiato, e lo spazio.

Ma siccome non posso lamentarmi - non c'è tempo, non c'è spazio - allora cerco piccol…

cosa vuol dire

Cosa vuol dire quando ci si sente tremendamente sotto pressione e invece tutti gli altri ti dicono che 'sei bella' 'stai proprio bene' 'ti vedo in forma' 'come stai bene oggi' 'monica, come sei bella ed elegante oggi'?

La facile battuta: sto diventando una bravissima attrice.
Il secondo livello: pian piano imparo ad essere resiliente e a non oppormi al cambiamento e ai cambiamenti
Il livello profondo: la vita piana e tranquilla non tira fuori le mie energie, e questa invece sì.

Non so quale delle tre sia l'espressione vera di ciò che mi sta accadendo, però mi sento un po' così. Forgiata ad essere in un certo senso migliore. Meno morbida. E più lucida. (anche più frivola, va detto, più pronta ad accogliere complimenti che - inevitabilmente - arrivano, un po')

Solo che poi in questo modo quando abbasso la guardia sono tremendamente esposta, perchè sono più in vista.

Certi lunedì - e certe notti

Certi lunedì sono più faticosi di altri. Se poi sono preceduti da notti in bianco (con la sola eccezione di mezz'ora di dormiveglia, in cui ho sognato che era tardi)... beh, la settimana si preannuncia faticosetta diciamo.
Il non sonno si è annunciato con alcune riflessioni sui profondi cambiamenti subiti dalla scrittura negli ultimi 30 anni. Leggevo ieri sera a Carlo un libro che mi venne regalato circa 30 anni fa, appunto, dal titolo "La ruota racconta". Non si tratta di una favola o racconte fantastico, bensì sembra simile alle varie Storia d'Italia a fumetti che si avvalgono dei testi di Enzo Biagi.
Le mie considerazioni: 1-meglio Enzo Biagi, sì. 2- non siamo proprio più allenati alle frasi lunghe e piene di subordinate 3- devo riprendere la lettura a voce alta di testi non elementari, sono diventata spaventosamente monocorde e piana nel leggere...

Per contro, Carlo ha imparato a leggere i numeri, che finora gli stanno assai più simpatici delle lettere. Potrebbe …

Fuori Salone 2016

Bilancio di una settimana di Fuorisalone del Mobile, a Milano: l'estrema sintesi è "sono un po' stanca". Ma sono soddisfatta.
Ho imparato alcune cose, punto a non dimenticarle. Ho lavorato sempre, tutti i giorni, ben più del normale. Ho gestito le emergenze, assorbito le richieste più pressanti e adesso devo assolutamente dormire 24 ore di fila.
Perché poi si ricomincia... :/
Non mi mancava, il giro al pronto soccorso. Avrei preferito continuare così.
E invece.
Ieri è stata una strana giornata. Carlo ed io abbiamo passato il pomeriggio in campagna, e quando siamo tornati (lui beatamente inconsapevole e nel mondo dei sogni) c'è stato un piccolo momento di nervoso. Niente di che, ma io avevo da fare al piano di sopra e insomma... sono ridiscesa dopo un'ora. E ho trovato mamma che lamentava cuore in gola, sudori freddi e formicolio alle mani. "Magari passa sai" "da quanto ti senti così?" "Mah..sarà un'oretta"...
118. E pronto soccorso. Con il cuore in fibrillazione - per davvero - fino a mezzanotte e oltre.
E ora che la terapia ha fatto effetto e il cuore ha ripreso il giusto ritmo, posso far scemare lo spavento.

Però, che paura.

*aggiornamento delle ore 13: ero una illusa. Il cuore non è affatto tranquillo, adesso si tratta di resistere fino a domani.
Empatia, sono tre etti: che faccio, lascio?

Ho scoperto in questi giorni che sono poco empatica. O forse semplicemente "classifico" le lamentele che mi vengono fatte a seconda di chi parla, dando poi la mia personale scala di valori a quella lagnanza.
Così alla fine mi rendo conto di non saper consolare e di essere vuotamente partecipe.

Corollario di questa empatia è l'orrenda bestia dell'invidia. Bruttissimo difetto, vizio antipatico di chi non è soddisfatto di sé e non si attiva per cambiare, ritenendo più comodo guardare con livore all'erba del vicino.

Stante che mi preparo ad affrontare un aprile di fuoco, credo di aver abbastanza su cui lavorare. Spero che maggio mi trovi migliore...

7 MINUTI - lo spettacolo

Sono tornata a teatro, ieri sera.
Ne sono uscita con domande e pensieri: e dunque è stata una bella serata di teatro.
Mi sento più viva.

Londra, prime impressioni random

E così siamo andati a Londra. Sono stati 4 giorni intensi come sempre dovrebbero essere le vacanze vere. Mi porto a casa alcuni momenti speciali di felicità per me e il piccoletto (in particolare un momento in metro: mi ha stretto la mano, l'ho guardato, mi ha sorriso di un sorriso *così* felice da non riuscire a contenerlo); un momento di panico, quando l'ho perso nel Natural History Museum; tantissime cose nuove fatte e scoperte.
Abbiamo visto poco. Non avremmo retto più emozioni. Abbiamo incontrato amici belli con cui siamo stati molto bene. Mi hanno messo più di una pulce nell'orecchio.
Museo di storia naturale e Museo delle scienze, Fortnum and Mason, Piccadilly e qualche parco, la metropolitana e i bus doppi, il Deli De Beauvoir e il pub: queste le cose assaporate, a cui aggiungere il cancello di Buxkingam Palace e la pipì fatta nei locali eleganti...

Ci è piaciuta, Londra.
Ci dobbiamo tornare.

marzo pazzerello, altrochè

domani saranno 6 anni dal funerale della nonna.
La mamma della mia mamma, la nonna affettuosa e dolce ed elegante e non perfetta, ma proprio per questo perfetta.
La mia mamma, che compie gli anni domani, da qualche tempo non vuol festeggiare.
E noi ogni volta non capiamo perchè, salvo poi - io, almeno - svegliarci all'ultimo momento e renderci conto che il ricordo del distacco vince sul festeggiamento della nascita, e che ha ragione a non voler festeggiare e noi dobbiamo rispettare quella sua richiesta.
Così, ecco, domani non si festeggia. E io in questi giorni penso un sacco alla nonna Ottavia, e al bene che mi voleva, e al bene che le voglio.
E al fatto che avrebbe proprio dovuto conoscerlo, mio figlio. (e poi ci sono pensieri non razionali, che non condivido ma che stanno in un angolino del cuore).

Però in questi giorni non posso tanto arenarmi sui pensieri 'filosofici': c'è tanto, tantissimo da fare, e tutto fuori dalle mie possibilità. Mi chiedo anche se fuori dal…

Andare all'osso

e poi ci sono le giornate difficili. Che si innestano sulle settimane difficili.
Quelle settimane che definiscono la tua capacità di gestire il futuro, e gli imprevisti, e i progetti: e scopri così di essere sempre protetta, di stare un po' nella bambagia e non amare molto quando ti buttano in mezzo alla strada così, a tradimento.
Non riesco a capire se il problema è nella complessità delle cose che mi vengono chieste o nella mia poca capacità di affrontarle. E se - in secondo ordine - se davvero non sono capace, o se ho solo paura di farlo. Se sono in grado di farlo ma non le condivido, o se non le so fare e mi dico che non le condivido per non dover scoprire che non le so fare.

Insomma, sono settimane complesse, dense e piene. E di quelle nelle quali ti devi sporcare, affondare, dibattere, perchè è tempo di mettere a fuoco il percorso, di decidere quale strada percorrere e avere abbastanza chiaro l'obiettivo di medio termine.

Dopo questi mesi sarò diversa. Spero migliore e p…

a metà di febbraio

Prima era splinder, poi è diventato altro (un sacco di altre cose, a dire il vero).
Però alcune di quelle amicizie sono rimaste nonostante i percorsi diversi.
Ieri anche una delle conoscenze splinderiane più 'antiche' è diventato padre.
Lo desiderava da tanto, lo so. Era un cruccio per lui non aver trovato la compagna giusta, non aver ancora incrociato la strada della donna adatta a lui. Da pochi anni quella donna c'era, e adesso il cruccio era di non essere più sufficientemente giovane ("non abbiamo tanto tempo davanti, sai, potrebbero non arrivare").
E niente, è arrivato Francesco Giovanni. Avrà un padre apprensivo, spero abbia una madre morbida - ma non la conosco, non lo so.

E pensavo che ci sono persone che fanno parte del mio cammino da anni ormai. Tanti, e non me ne sono quasi accorta.
E continuo a correre dietro a quel che devo fare... e mi scivolano dalle dita le amicizie e non me ne accorgo.
Credo che il 2016 sarà anche dedicato a ricucire rapporti sfil…

come è andato gennaio

E' cominciato in salita.
Ma sono molto determinata, e spero che serva...
A gennaio:
ho cominciato la dieta.ho letto un libro (ci sono margini di miglioramento, ma per ora va bene così). ho prenotato una mini vacanza per me e Carlo. A gennaio mi sono esposta un po' davanti ai compagni di teatro, e ho lasciato cadere una delle maschere che porto.

A gennaio mi sono sentita sola, l'ho detto e sono andata avanti lo stesso.

A gennaio:
 ho ripreso coscienza dell'invecchiare degli zii (come direbbe mio cugino, "non nascondiamoci dietro a un dito, sono 90 anni, suvvia");ho abbandonato le aspettative nei confronti dei nuovi amici (un po' una delusione, ma ho deciso che non mi sarei più fatta abbattere da queste cose);ho incontrato persone interessanti e fatto chiacchiere piacevoli. A gennaio mi sono messa alla prova, e sto resistendo: non male.

Zie e memorie

Oggi sarebbe stato il compleanno della zia Germana (che invece è morta a 73 anni, a dicembre 2007). Il giorno del suo compleanno non ricordo abbia mai fatto caldo come ora - qui siamo a 12° (ma non erano i giorni della merla questi?)- e questo clima mi spinge a pensare ancora di più che le cose cambiano. Tanto.

Lei era famiglia per noi (o forse lo eravamo noi per loro?). Adesso molto di questo legame è fievole e zoppicante coi cugini rimasti.
Oggi sono un po' triste.

Le ricette di quando sono a dieta

In questi giorni ho preso - come ogni anno - la storica decisione della dieta.
E siccome quest'anno voglio portarla avanti, questa decisione, non ne parlerò. Se i risultati ci saranno, parleranno loro per me.

Però c'è questa buffa deriva culinaria che si impossessa di me a fasi alterne: ecco, adesso per esempio sono curiosa e incuriosita, e riscopro i blog di cucina. Spizzicando qua e là vedo che ogni blogger ha le sue manie (c'è quella che 'solo sale aromatizzato, per favore' e quella che 'ah, no, cara, io senza pistacchi non cucino' e quella che 'il pane, rigorosamente fatto in casa, è il passepartout di tutte le mie preparazioni in cucina'). E mi appassiono, e mi vien voglia di provare. Il pesce, per esempio, che a casa mia è pietanza semisconosciuta e che a me piace ma a cui non mi sono mai avvicinata più di tanto. Sarà un esperimento 2016, magari.
E il pane: quello fresco fatto in casa è una fissa da qualche tempo. Sto facendo sperimentazioni s…

e per il 2016?

Avevo detto che mi sarei impegnata a preparare i buoni propositi 2016. Non è stato così facile. Ci sono cose che sono necessarie, altre che rientrano nei desideri, altre che cozzano con le mie paure che non so quanto riuscirò a combattere e superare.
 Però insomma, visto che oggi pare essere una ottima giornata di programmazione / pianificazione, ecco anche i buoni propositi

Lungimiranti
mettere qualcosa (di varia natura) da parte ogni mese: soldi, ma anche esperienza, o conoscenza, o consapevolezzaosservare per comprendere e per agire di conseguenza, e smettere di osservare per osservare, o di osservare solo per comprendereesercitare la virtù dell'immaginazione sul futuro a medio termine, per disegnare i mondi possibili e scegliere la direzioneimparare (meglio) a schematizzare (sia sul lavoro che nell'elaborazione dei pensieri)
Concreti
Leggere 'meglio' (cose migliori)Non evadere dai problemi chiudendomi nel mio mondoNon rimandare mai (vabbè, facciamo quasi mai) le inco…