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Visualizzazione dei post da Marzo, 2016
Empatia, sono tre etti: che faccio, lascio?

Ho scoperto in questi giorni che sono poco empatica. O forse semplicemente "classifico" le lamentele che mi vengono fatte a seconda di chi parla, dando poi la mia personale scala di valori a quella lagnanza.
Così alla fine mi rendo conto di non saper consolare e di essere vuotamente partecipe.

Corollario di questa empatia è l'orrenda bestia dell'invidia. Bruttissimo difetto, vizio antipatico di chi non è soddisfatto di sé e non si attiva per cambiare, ritenendo più comodo guardare con livore all'erba del vicino.

Stante che mi preparo ad affrontare un aprile di fuoco, credo di aver abbastanza su cui lavorare. Spero che maggio mi trovi migliore...

7 MINUTI - lo spettacolo

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Sono tornata a teatro, ieri sera.
Ne sono uscita con domande e pensieri: e dunque è stata una bella serata di teatro.
Mi sento più viva.

Londra, prime impressioni random

E così siamo andati a Londra. Sono stati 4 giorni intensi come sempre dovrebbero essere le vacanze vere. Mi porto a casa alcuni momenti speciali di felicità per me e il piccoletto (in particolare un momento in metro: mi ha stretto la mano, l'ho guardato, mi ha sorriso di un sorriso *così* felice da non riuscire a contenerlo); un momento di panico, quando l'ho perso nel Natural History Museum; tantissime cose nuove fatte e scoperte.
Abbiamo visto poco. Non avremmo retto più emozioni. Abbiamo incontrato amici belli con cui siamo stati molto bene. Mi hanno messo più di una pulce nell'orecchio.
Museo di storia naturale e Museo delle scienze, Fortnum and Mason, Piccadilly e qualche parco, la metropolitana e i bus doppi, il Deli De Beauvoir e il pub: queste le cose assaporate, a cui aggiungere il cancello di Buxkingam Palace e la pipì fatta nei locali eleganti...

Ci è piaciuta, Londra.
Ci dobbiamo tornare.

marzo pazzerello, altrochè

domani saranno 6 anni dal funerale della nonna.
La mamma della mia mamma, la nonna affettuosa e dolce ed elegante e non perfetta, ma proprio per questo perfetta.
La mia mamma, che compie gli anni domani, da qualche tempo non vuol festeggiare.
E noi ogni volta non capiamo perchè, salvo poi - io, almeno - svegliarci all'ultimo momento e renderci conto che il ricordo del distacco vince sul festeggiamento della nascita, e che ha ragione a non voler festeggiare e noi dobbiamo rispettare quella sua richiesta.
Così, ecco, domani non si festeggia. E io in questi giorni penso un sacco alla nonna Ottavia, e al bene che mi voleva, e al bene che le voglio.
E al fatto che avrebbe proprio dovuto conoscerlo, mio figlio. (e poi ci sono pensieri non razionali, che non condivido ma che stanno in un angolino del cuore).

Però in questi giorni non posso tanto arenarmi sui pensieri 'filosofici': c'è tanto, tantissimo da fare, e tutto fuori dalle mie possibilità. Mi chiedo anche se fuori dal…