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Visualizzazione dei post da Settembre, 2016
Terramadre salone del gusto: torno da questa edizione che per la prima volta si è tenuta in città (e non in fiera) carica di emozioni da elaborare. Sono stati giorni densi, pieni, eccitanti, stimolanti, che mi hanno fatta sentire viva. Una nuova amica mi ha parlato di tempeste ormonali (e potrebbe non avere tutti i torti), un'altra mi ha riportata alla necessità della consapevolezza vera e non di facciata ("tu esattamente cosa vuoi? Quando sai cosa vuoi puoi fare quello che ritieni opportuno. Non prima").

Io avevo bisogno di ridere e non lo sapevo: ho riso tanto, e adesso mi sento più leggera.
Poi ci sono pesi da portare... ma per oggi sono rimasti indietro .

L'abito e il monaco

Una sera di queste disquisivamo di abiti, apparenze, divise e via discorrendo. C'è chi è molto disinvolto nel vestire, e sceglie ciò che gli corrisponde in modo quasi naturale (quanto quella naturalità sia frutto di anni di smussamento degli angoli e studio e indecisione non è dato sapere...), e c'è chi invece vive l'abbigliarsi come una lotta da cui esce spesso perdente.
E poi ci sono quei segni esteriori involontari o quasi che ti identificano come appartenente a un gruppo, una categoria precisa.
L'amico omosessuale convivente e felice, per esempio: si è talmente uniformato all'apparenza del suo gruppo di amici che a guardar le loro foto sembra di vedere una famiglia allargata di distanti cugini: tutti vagamente hipster, tutti col viso tondeggiante, tutti con la barba corta e curata.

Io mi accorgo che vorrei essere nella categoria dei disinvolti. Ma ho ancora strada da fare :)