Passa ai contenuti principali

già tempo di bilanci? no, direi di no

Non esattamente tempo di bilanci, ma ho voglia di mettere su carta i viaggi di questo 2016 ricco di movimento. Nota: i viaggio di lavoro hanno l'asterisco di fianco, quelli di piacere hanno il pallino
° A gennaio, una giornata a Firenze. A girare con Lorenza, a parlare parlare parlare fitto, a cercare di dare un senso all'anno che stava cominciando. Un po' ci sono riuscita, un po' no. Ma è stato comunque bello.
°A marzo, Londra: il viaggio desiderato da sempre, compiuto con un bambino di quattro anni e cinque mesi. Stancante, pieno di amici, interessante, utile, necessario, bello. Ho perso mio figlio nel museo, ho capito che me la cavo con l'inglese ma che arranco per molto di quel che dovrei saper fare, ho incontrato amici. Mi sono riempita lo spirito di posti nuovi, ho visto la tensione nello sguardo dei bambini che da soli devono imparare a muoversi e a viaggiare e a fare. Ho abbandonato in aeroporto una trousse con un sacco di trucchi, per l'inflessibilità dell'addetta ai controlli, che non mi ha concesso di recuperarla lasciando solo quello che la infastidiva. Ho tralasciato di vedere un sacco di cose, che fanno parte del prossimo viaggio londinese, quando sarà.
*Ad aprile, Milano per il Salone del Mobile: lavoro matto e disperatissimo, stancante e prosciugante, ma utile e necessario, sia pure in modo diverso. Milano non è e non sarà mai la mia città, non siamo affatto in sintonia, per quanto io provi ad adattarmici.
°A giugno, Alessandria, Ivrea e Gressoney: ovvero il viaggio lungo in macchina, l'albergo da soli ('mamma, guarda questo cos'è?' ' Un telefono' ' ma ha il filo mamma è bellissimo posso usarlo?'), la festa, la notte in tenda, tutti che parlano anche inglese 'Sai, Emanuele, io non lo so parlare bene l'inglese', e poi la montagna, sempre e solo noi due, e l'aria rigenerante, per me. La cena fuori, il riempirsi di nuovo di respiro. Quanto mi era mancato.
° (ma anche *) A luglio, la Versilia: tre giorni con un bambino che non vedeva l'ora di essere al 'mare', che ha ricevuto 'il nastro del Sindaco, mamma, dell'inaugurazione', che ha passato il tempo con il suo amico Benjamin, ritrovato come se si fossero salutati ieri e non otto mesi prima. La scoperta che anche con i bambini dell'albergo si può chiacchierare e giocare, in scioltezza; e che i colleghi di mamma vanno bene, senza troppe formalità. E un giorno intero di mare, solo noi due, senza interferenze: mai successo prima, e mai ripetuto dopo (fino ad ora).
° A luglio, Firenze: giro della giornata, il piccolo scatenato, il giro interessante, da pensare meglio la prossima volta. 
* A luglio, Venezia: per lavoro, dormendo alla Giudecca, e godendomi soprattutto i giri in vaporetto.
° Sempre a luglio, la riviera e Rimini: con gli amici degli amici, con Bianca e la sua mamma, con ritmi e tempi assai diversi, e in fondo poco armonizzabili. La sensazione di essere invisibile, la consapevolezza di esserlo davvero, l'intenzione di non mettersi più in una situazione simile. Nella stessa categoria (le giornate al mare fatte in fretta e con poca convinzione) entra Pesaro, per andare a trovare l'amico Simone. Un giorno inaspettatamente bello e divertente, sereno, tranquillo, con due bambini che non vedevano l'ora di ritrovarsi dopo tanti mesi senza vedersi. Decisamente promosso.
° Ad agosto, la follia a Corvara (val Badia), per accompagnare lo zio a fare una ferrata. Rivedere le montagne, alzarsi all'alba (anzi prima) e rientrare a notte fonda: è valsa la pena fare tutto per la giornata bellissima ricevuta in cambio.
° A fine agosto, due giorni alle terme. Senza bambino, un weekend da segnare nel calendario, comunque sia andata dopo. La bellezza, vera. La prossima volta, però, alle terme calde ci si va d'inverno, perchè il caldo ed io non andiamo affatto d'accordo, e non c'è modo di rimediare.
* A settembre, Torino per lavoro: momenti di fatica, con però una serie di cene bellissime, in cui mi sono sentita viva (con due serate davvero belle - non ho mai riso tanto come al compleanno di Ubi, per dire).
* Tra settembre e novembre, 'enne' volte a Roma: da Valentina, e a cena con Carola, e a reincontrare Agnese, e finalmente a rivedere quei due matti giramondo di Sara e Vincenzo (quando ho tirato tardi fino alle tre di notte come non capitava da diversi anni ormai).
° A settembre, Trieste e Venezia:  un posto di quelli dove lasciare il cuore. Ne ho vista poca, a conti fatti, e ne ho apprezzato poco l'atmosfera, perchè era tutto troppo nuovo , sia per me che per il piccoletto (che infatti, rispetto ad altri momenti, è stato meno 'sereno'.) Forte delle esperienze di fine anno, ho capito un paio di cose :)
° A ottobre, Bologna: lo so, ci abito vicino. Ma non la visito mai, e questa volta le ho dedicato un weekend, di quelli da segnare sul calendario
* A novembre, Rimini e le Langhe: in entrambi i casi, giri di lavoro, con molto peso sul cuore.
* A novembre (vedi sopra) Roma
* A novembre, Rossano calabro: la liquirizia Amarelli, le due ore di viaggio con una persona curiosa, il lavoro ben fatto, il posto assolutamente sconosciuto, l'aeroporto, la fatica, il tempo sospeso.
° A dicembre, Torino: dopo un anno di tentativi, ce l'abbiamo fatta, la Cate ed io, ad organizzare la gita a Torino. RIsicatissima, come gita, ma molto molto bella. Consiglio a tutti coloro che hanno figli di armarsi di santa pazienza e portarli al Museo del Cinema, che è stata per il piccolo un'esperienza bellissima (e che dunque rifaremo, perché merita e non abbiamo visto tutto quello che potevamo vedere). A cinque anni e due mesi, la sua capacità di affrontare un giro - un viaggio - una vacanza è migliorata, abbiamo passato due giorni molto belli e sono stata fiera di avere con me un compagno di viaggio sereno e rilassato. Si vede che abbiamo anche azzeccato la compagnia :)
A dcembre, se tutto va bene, ci aspetta Vicenza, e a inizio gennaio di nuovo Torino.E insomma, spero che anche il 2017 sia un anno di viaggi, di quelli che arricchiscono il cuore e riportano pace.



Commenti

Post popolari in questo blog

di giornate bellissime e del perchè non durano

Nonostante tosse e mal di gola imperanti (sì, sono all'undicesimo giorno di antibiotico), nei giorni scorsi ho passato momenti memorabili, anche per questo 2017.
Li segno qui, per ricordarmene in futuro.
Episodio uno: la crisi della mezza età
Giovedì sera, dopo una vita da reclusa, mi concedo una birra in compagnia di un conoscente. Avevamo disquisito di lavoro in chat, ed era necessaria una integrazione alle chiacchiere.
L'incontro mi ha catapultata nel 'paese reale': la crisi dei 40 anni colpisce tutti, e il rigurgito di adolescenza arriva con matematica precisione, perfino in chi riesce a gestire con consapevolezza e con lucidità il suo percorso lavorativo, organizzandolo per farlo diventare qualcosa di solido e robusto...
E' la solita vecchia storia: donna molto giovane (molto) seduce -suo malgrado- uomo affermato, che sceglie di buttare all'aria la vita attuale per costruirne una che gli permetta un avvicinamento. Lei, saputolo, scappa con la beata incosci…

torino, mia bella

Tre giorni a Torino. Tre giorni di schizofrenia, a pensare 'voglio fortissimamente tornare a vivere qui' 'non voglio assolutamente vivere qui' in una alternanza degna di una altalena molto performante.
Tre giorni in cui mi sono accorta che per Carlo ci sarebbero molti più stimoli che in provincia, ma che mancherebbero molte altre cose che in provincia invece ci sono.
E insomma, sono passati 24 anni ma ancora non ho trovato la sintesi che mi fa dire 'meglio qui o meglio lì'. La sola risposta possibile, ancora, oggi, è 'non è meglio o peggio, è diverso'.

Solo che questo diverso, a volte, mi sembra un treno che è passato e sul quale non sono riuscita a salire.

Le cose belle del weekend sono decisamente molte:
i parenti sudafricani, con i quali si è spalancato un mondo dove il mondo è tutto vicino a casa; il festival 'Metti in piazza la cultura 2017', dove Carlo si è trovato vicino a un Carlo e a un Pietro nel realizzare gli esperimenti scientifici (…