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Visualizzazione dei post da 2018

12 marzo

Lunedì, 12 marzo. 13 minuti.14 marzo.
Un rincorrersi di numeri, e di musiche, e di parole (anche non a parole). Che ora frullano tutte in testa, tutte insieme, a ricordarmi che con l'istinto capisco molto di più e molto meglio che con le parole che escono dalla bocca.
E con le canzoni anche, a dire il vero.
E' un periodo di rock.
Di David Bowie e degli Evanescence, e di questa canzone.

una settimana nella bolla della neve

E' stata una settimana di neve, quella tra febbraio e marzo. E io adoro la neve. Farinosa e leggera, come vorrei che fossero le mie giornate.
Avrebbe dovuto cominciare domenica 25.
Ha dato le prime avvisaglie di freddo sabato 24 febbraio, il giorno in cui sono andata a prendere il caffè al bar Flamigni.
La domenica, per scaldarsi, la tisana ha fatto il suo dovere, ma di neve ancora niente.
Il lunedì, una birra ha cercato di compensare la scarsità di neve.
Il martedì invece ci ha provato una cena, e le inattese rivelazioni di un'amica hanno cambiato il colore della giornata.
Il mercoledì, finalmente, neve scricchiolante sotto i piedi, e sorrisi, e lunghe camminate al freddo.
Mai come il giovedì, quando una pausa post pranzo si è trasformata in due lunghissime ore a spasso 'nel mondo di Dafne', come direbbe l'insegnante di inglese.
venerdì, le terme e il massaggio.
Sabato, Bologna e il parrucchiere.
Domenica a casa, infine.

Le mie foto di quei giorni parlano. 

energie

Questo non è un post che deve essere letto, o cercato dai motori di ricerca. è solo un post, e come tale non ha bisogno di leggibilità 'facile', di SEO o di chissà che altro.
Questo è un coacervo di sensazioni sparse.
Comincia con il festival dell'oriente a bologna, con una signora bolognese - io credo - bionda e molto ben centrata che mi racconta come sono io. E io le domando se ha parlato con mia madre di recente, visto che usa le sue stesse parole.
Continua con le energie smosse dall'idromassaggio, fatto con Carlo (anche se non avrebbe dovuto - potuto farlo), e con un poderoso mal di testa smaltito solo dopo tre ore di riposo.
Si concretizza nel messaggio di stamattina, frivolo e leggero, a un caro amico che conosco da quando ero piccola: ho mandato il messaggio dopo almeno sei mesi di silenzio totale, e ne ho ottenuto un messaggio di ritorno pieno di rabbia e di disillusione e di sofferenza per una sua vicenda personale appena accaduta (e con appena intendo propri…

analisi della persona

Sembro più giovane. Lo dicono le donne che di solito sono parche di complimenti, me lo dicono gli uomini che mi trattano alla pari prima di sapere che ho (x) anni più di loro. Lo dicono anche quelli che mi accomunano come sorella alla mia amica Paola (altra donna che non dimostra la sua età) o a Ilaria (che invece di anni ne ha 14 meno di me).
Cosa significa sembrare più giovane?
A volte significa dover arrancare dietro a percorsi che per età mi sono difficili, ostici perfino. A volte significa dimenticare limiti che invece l'età che ho (perché ce l'ho, è inutile camuffarsi dietro a un complimento per quanto ben riuscito) reclama a gran voce.
A volte l'ignoranza dell'età mi permette di non stare in una casella, e mi rende felice.

Quand'è che ho perso di vista i miei modelli? E quando esattamente sono diventata questa persona inscatolata nelle difficoltà quotidiane, che non ha più il gusto delle cose?
Non so esattamente. Ma so cosa voglio fare (e in parte faccio) pe…

Pensieri di febbraio

In questi giorni rifletto molto. Mi godo mio figlio, e intanto penso, e mi guardo intorno e penso ancora.

Non rilassata come l'uomo di legno sulla panchina, però.

Mia madre è invecchiata, molto e - temo - senza ritorno. Mio padre ha deposto le armi, e se prima era arrabbiato in modo focalizzato e presente, adesso è arrabbiato in modo generico verso la società, i giornalisti che non sanno fare il loro mestiere, i giovani che non hanno più cultura e via discorrendo.

Io - nonostante quel che mi racconto - resisto ancora all'idea di dover prendere in mano il controllo della mia vita. Ogni tanto resto centrata, mi impegno, vivo in modo consapevole. Poi ricado nella paura di prendere il mio posto, e cerco  di non farmi notare mentre mi ritraggo nel mio guscio.

E' mio figlio che mi tira fuori spesso dal mio guscio, con le sue domande. In questi giorni le domande trattano questi temi:
fertilità della specie umanamortenascitamatrimoniodimagrimento e dietaregalicarnevaleciclo della r…

gennaio, primi sguardi

Il 2018 si prospetta l'anno delle letture, quelle vere.
Ho ripreso in mano libri seri, mi ci sono tuffata come fa un bisognoso di acqua dopo mesi e mesi di siccità.
Sto divorando a bocconi decisi La saga dei Cazalet, che avvince e porta poco distante, circa 70 anni indietro o poco meno. E mi piace, mi ci ritrovo, immagino mia nonna e le sue sorelle in un mondo così, oppure Elisabeth Arden (perchè lei? boh), o altre persone che posso aver incontrato in modo letterario nel corso della mia vita... Mi ritrovo a casa, da un lato, e appassionata a una storia ignota, dall'altro.





Ho già letto anche libri nuovi di zecca:
Chesil Beach, di Ian McEwan;
Le tre del mattino, di Gianrico Carofiglio.

Arranco sull'ultima fatica di Marco Malvaldi, che mi pare inconsistente; è scivolato come acqua fresca Arabesque, di Alessia Gazzoli.

E poi mi appassiono. Ecco, potrebbe essere questa la parola giusta per gennaio, passione.
Mi appassiono allo studio dell'inglese, e cerco di focalizzare meg…

Le parole creano mondi

Gratitudine. Per le giornate di festa, a casa, e per le giornate di festa in giro, con il mio bambino, dagli amici nuovi.
Gratitudine. Per la consapevolezza della vita, che ho e che scorre.
Preoccupazione. Per la trascuratezza con cui affronto molte delle cose che mi riguardano direttamente.
Curiosità. E voglia di intraprendere nuove strade sentimentali, ma con poca capacità di riprendere il ritmo.
Osservazione. Di me stessa allo specchio, con gli occhi aperti. Non lo facevo da molto.

Altre parole seguiranno...